di Biagio Marzo
(da l’Opinione)
Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe arrivato il momento di riscatto per coloro che sono stati per oltre un decennio ai margini della vita di governo e dell’agone politico. Basta aspettare, arriva sempre il momento della verità che ripaga i torti subiti. C’è un aspetto singolare nel nuovo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, il rilancio della cultura di governo liberal socialista a scapito di quella di matrice cattolica. Il crepuscolo di un modo di governare che, nel bene e nel male, ha segnato la storia d’Italia dalla ricostruzione all’ingresso dell’Italia a Maastricht, fino al 7 maggio 2008. E, nello stesso tempo, diciamo chiaramente che non sembrerebbe più preminente il ruolo governativo di quei politici di formazione cattolica che hanno vissuto politicamente nella Dc, nei suoi surrogati partitici e nelle tante e diverse organizzazioni del movimento cattolico. A ben vedere, i cattolici di sinistra abbondano nel Partito democratico e sono presenti nell’Udc, diventata la casa naturale dei cattolici centristi, dopo il rifiuto di Pier Ferdinando Casini di entrare nella coalizione di nuovo conio, il Pdl, che ha sostituito la Cdl.
La presenza dei ministri socialisti, ex Psi, nel governo Berlusconi IV supplisce l’assenza di quella cattolica, ex Dc. Il Presidente del consiglio ha scelto la via francese e non quella della Cei, non molta endorsement nei confronti della sua coalizione. Non era mai avvenuto che in un governo della Seconda repubblica, in cui i socialisti hanno vissuto nella diaspora e considerati dei reietti politici, ci fosse una presenza così numerosa di ministri di cultura liberal socialista. I ministri Franco Frattini, Giulio Tremonti, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi, piaccia o no, sono stati legati, chi organicamente chi meno, al Psi di Bettino Craxi. Per non parlare di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera dei deputati. Si direbbe che ha vinto il craxismo di destra rispetto al quello di sinistra. Basterebbe vedere la fine fatta dal Partito socialista, nessun eletto al Parlamento, per rendersi conto che ciò detto è una verità inconfutabile. A ogni buon conto, i parlamentari di estrazione socialista che sono stati eletti a sinistra e a destra, sono oltre settanta di cui la stragrande maggioranza eletti nel Pdl.
Chi fino ad ora a menato le danze è stata quella ex Dc, ma Berlusconi l’ha voluta rimpiazzare con quella liberal socialista, più riformatrice e innovatrice. Altre culture di governo non se ne sono viste in giro in questi decenni; quella ex comunista non è altro che ciarpame giacobino alla Visco per intenderci, o solidaristico alla Turco, o liberista alla Bersani. Il che dimostra che non c’è stato alcuno sforzo di avvicinamento alla cultura riformista. Per un governo che ha deciso di dare il via a un processo di riforme di struttura e di sovrastruttura, la scelta di ministri liberal socialisti è la garanzia migliore per dare un segno di discontinuità rispetto al passato. Ragion per cui, è giusto parlare della riqualificazione della cultura socialista riformista, da parte del Pdl, e del declino del solidarismo cattolico a cui i governi guidati dalla Dc si erano abbeverati per cinquant’anni e più.
D’altro canto, non fanno primavera i cattolici: Gianfranco Rotondi, il ministro per l’attuazione del programma, e Carlo Giovanardi, sottosegretario alla famiglia. L’esempio di come i cattolici sono rimasti a mani vuote è Roberto Formigoni. Avrebbe desiderato tanto Montecitorio invece resta al Pirellone. Perché Berlusconi ha deciso questo cambio di rotta? E convinto che i cattolici in politica sono inaffidabili, l’esperienza fatta con Follini prima e con Casini poi lo hanno portato a questa idea. A proposito, vale la pena ricordare che l’ex Presidente della Camera ha battagliato per non far candidare come premier Berlusconi considerandolo un perdente. Per il premier è stato una sorta di delitto di lesa maestà Eppure, in tutta Europa spira un vento moderato; di conseguenza, i cattolici, nella loro stragrande maggioranza, sarebbero meglio posizionati per cariche governative rispetto ai politici di formazione socialista. L’unico governo del Vecchio continente che è rimasto socialista è quello di José Rodriguez Zapatero. Con un differenza di fondo: il Partito popolare ha un retroterra franchista e non post democristiano, sennò avremmo avuto la sconfitta anche in Spagna dei socialisti.
La narrazione della vicenda della sinistra in Europa in generale sembra arrivata alla fine e, per questa ragione, bisogna aprire una riflessione per capire la cause della crisi e, nel contempo, trovare l’antidoto per farla uscire sana e salva. Ma questa è un’altra storia. Senz’altro risponde a verità il fatto che i valori del cattolicesimo sono difesi meglio da coloro che, pur essendo di credo cattolico, non sono stati mai indicati come politici appartenenti a quel particolare mondo partitico. Quello che Berlusconi ha fatto non passa sotto gamba e, certamente, lascerà delle tracce indelebile nella storia del Paese.
Biagio secondo il mio modesto parere, queste persone tra cui l’On. Cicchitto saranno loro a far ritornare il socialismo in Italia e tramite il loro posto di potere avranno piu’ opportunità. La prego se è possibile di cercare un dibattito cn loro per vedere in che posizione stanno.
Aspetto una sua risposta.
W Cicchitto
Caro J-Ax,
ok!!ripetilo nuovamente a Biagio Marzo e De Michelis che la corsia dei socialisti al Governo è quella corretta.
W Brunetta!
A dire il vero, Cicchitto&c la linea politica ce l’hanno, quella di governo, siamo noi del Ps che giochiamo a mosca cieca. L’unica nostra ancora di salvezza è l’autonomia, una politica non ancora sperimentata.
Autonomia, autonomia, autonomia. Meno peggio la deriva del Pdl rispetto alla scelta di un congresso pilotato e magari(speriamo di no) vinto dalla cooperativa Villetti,Labellarte,Boselli. Ad ogni modo, cacciamo gli attributi e cerchiamo di dare un nuovo corso a questo socialismo tormentato. Faremo l’ultima battaglia, al congresso se cambierà qualcosa, benissimo…altrimenti è meglio il Pdl del trio Villetti-Boselli-Veltroni. I becchiini del socialismo italiano.
Carnovale!
Sarai contento di come i socialisti del Pdl sono stati premiati da Berlusconi, il leader a cui voi socialisti della Calabria avete votato. Dalla mattina alla sera non fai altro che sparlare. Questa è la nuova politica? Sei rimasto solo soletto con il tuo capo, entrambi, pirandellianamente, in cerca d’autore.
Invitate Cicchitto al cogresso!!!!!!!!!!!!!!
Biagione già vuole tornare all’ ovile…
Caro pis, Biagio Marzo, ti ricordo ke non è nè politico di ovile e se hai la memoria corta, ti rinfresco il fatto che quando il Npsi era nella Cdl, Biagio Marzo era co-fondatore di “unità socialista”, ke certamente nel centro-destra non è mai stata.
Tu, invece ci sei già tornato nell’ovile… quanta bella credibilità… invidia…
Ma battilocchio perchè tace sulle vicende congressuali…pensa solo all’ eventuale candidatura…così non scontenta nessuno…
Mi capita spesso di leggere insulti o insinuazioni, riguardanti la mia persona. Non me ne preoccupo più di tanto, per almeno due motivi. Primo. L’anonimato non mi appartiene, a differenza di coloro che scrivono nei mei confronti. Secondo. Un antico proverbio asseriva:”Parlatene bene, parlatene male, purchè se ne parli”.
Sciocchezze parte, mi preme ribadire, nel caso c’è ne fosse bisogno, che nè il sottoscritto, nè il mio pseudocapo (a differenza di molti posso provare tangibilmente d’essere un uomo libero, quado il mio capo era assessore regionale con il NuovoPsi, a cui non ho mai aderito per via della collocazione politica) abbiamo votato Pdl. Basta leggere vecchi e nuovi interventi ad iniziative e dibattiti, o articoli apparsi su giornali, tutti firmati con il mio nome e non celati dietro l’anonimato, per capire che il mio sentimento e la mia cultura è quella dell’autonomismo, antibipolare ed antibipartitica.
In ogni caso, meglio soli, che male accompagnati, anche se il tempo, come sempre galantuomo, dimostrerà ancora una volta, chi ha torto o ragione.
Ps. Buon lavoro a tutti gli apografi!!!
Al dilà delle dichiarazioni strappalacrime il vostro simbolo era apparentato all’udc in tutta la puglia e la calabria,poi fai tu,cerca di convincere altri non noi.
Io non devo convincere nessuno…basta che fai un controllo sulla rassegna stampa della campagna elettorale, nella mia provincia, quella in cui risiedo e quella in cui ho fatto propaganda elettorale(politica e amministativa)con il simbolo del Ps. Ho fatto ben dieci comizi per tutta la provincia, 3 conferenze stampa, 2 convegni, in ben 20 giorni!
In tutti gli eventi sopra elencati c’era un manifesto che raffigurava il simbolo Ps, pur nella diversità d’idee che mi contraddistingueva dal gruppo non dirigente (chi ha visto una dirigenza faccia un fischio, anche debole, noi sapremo ascoltare)che ha affossato questo progetto, caratterizzandolo della subalternità politica e culturale che ha da sempre contraddistinto la loro azione personlpseudopolitique!!!
La coerenza e l’onestà intellettuale, mi appartengono! E di questo non mi si può certo accusare o farmene una colpa. Le riserve, politiche e gestionali, che in molti oggi vanno esternando, tra l’altro senza la dovizia necessaria ed indefettibile di una spiegazione reale e razionale, nonchè proficua ed intelligente, personalmente le ho sempre avanzate. Ho individuato rischi e metodologie da scongiurare nel percorso costituente, sin dal mio intervento il 14 Luglio.
Per il resto, sono sempre disponibile ad un confronto, su temi, contenuti e soprattutto prospettive e non certo sulla mia persona, cosa che interesserebbe ben poco e risulterebbe francamente incomprensibile.
Poi, se qualcuno vuole togliersi qualche sfizio, chieda conferma di quanto da me sopra affermato! Basterà rivolgersi a dirigenti dello Sdi calabrese come Giacomo Mancini o l’Ass. Incarnato con cui abbiamo
fatto iniziative comuni.
Ps: Se vuoi ti mando anche le foto
Se non sono faziosi giudicheranno i lettori.Allora caro Carnovali,ricapitoliamo.Il simbolo del tuo partito o presunto era apparentato con l’UDC,in molte amministrative, (non negare altrimenti metto le foto dei manifesti sul blog)u però nel contempo facevi votare il partito socialista,nei comizi,questo nei giorni dispari.Nei giorni pari come a Catanzaro a sostegno della coalizione supportata da udc e tuo partito alla provinciali chi ci mandavi a fare i comizi un altro giovane??ragazzi sono numeri a lotto..Oppure piegavi con le false schede che alle politiche dovevano votare ps invece alle provinciali era meglio una scelta più nostrana..come fai a cercare scuse solo gli inetti non capiscono,oppure zavettieri non ti aveva avvisato..può essere,però se credi nel socialismo vieni al congresso,o qualcuno te lo vieta???ciao Nicolas…buona fortuna..
Tutti a congresso contro i cadaveri della cooperativa…
Lorusso, perchè ti metti lo l’identità “giornalista”??
Caro anonimo,
personalmente sono poco avvezzo a parteciapre alle farse(siano anche messe in scena bene). Se forse manifesteresti le tue generalità, che mi sembra a questo punto non siano così pregevoli da essere note, sono sicuro che potrei dilungarmi, ed anche proficuamente, sulla tua di “libertà”. In ogni caso, ti spiego il perchè di Catanzaro. Ovviamente il tutto è da rinvenire in una scelta compiuta a monte. Se si corre in autonomia in una tornata politica (soprassediamo su come si è corso e sul perchè, in ogni caso la scelta era tanto obbligata quanto corretta) non si può contemporaneamente nelle amministrazioni locali correre appaiati ad una logica di centrosinistra che non esisteva e non esiste più, e questo non per scelta dei socialisti o di una parte di essi, ma perchè il Pd veltroniano ha, nel bene e nel male, dichiarato fine ad una stagione ed ad un modello di alleanze così come l’abbiamo conosciuto da tangentopoli in poi. Quindi la scelta autonoma sul modello “Roma” andava perpetuata in tutte le realtà locali. Il gruppo dei “I Socialisti” a Vibo Valentia(nel post precedente parlavo di questa realtà, la mia), ove vi erana la tornata provinciale, ha fatto per “intero” la lista del Ps, senza un cadidato dello Sdi(i cui dirigenti regionali hanno fatto più danni che altro, è potrei fornire un elenco di accadimenti ben preciso) o espressione di altre realtà della costituente, perchè queste non esistevano su quel territorio. Ha fatto questa lista “PS” coerentemente e con sforzo, compiedo una chiara scelta di autonomia(il Pd, a differenza di altre reltà, ci voleva, e come!!!). Così non è avvenuto a Catanzaro, ove per dictat, il simbolo Ps si schierava con la classica subalternità a fianco del candidato del Pd (senza alcuna speranza di vittoria tra l’altro); candidato espressione diretta e fidata del governatore Agazio Loiero, il cui operato è noto alle cronache nazionali e locali non certamente per fatti pregevoli, ma per una serie di eventi e situazioni da cui più si sta lontano e meglio è. Da qui è nata la scelta di una lista che aveva l’obiettivo dichiarato di scardinare un sistema istituzionale che si vuole forzatamente bipartitizzare. Il perno della battaglia politica della tornata era il nodo istituzionale(se non lo si è ancora capito, si è proprio duri, eh), ossia l’assetto politico del nostro paese negli anni avvenire. Chi non ha capito questo, il Ps ed i suoi mio pi dirigenti in primis, ma anche la sinistra l’arcobaleno, è stato travolto. Non casualemnte chi ha compreso quanto avveniva e quindi l’oggetto reale del contendere si è (provvisoriamente) salvato.
Questo è quanto. Senza rancore. Nicola C.