Verso il Congresso Nazionale

di Biagio Marzo

(il pezzo sarà pubblicato domani 26 aprile sul quotidiano il Paese Nuovo)

I socialisti hanno deciso di svolgere il proprio congresso nei giorni 21 e 22 giugno pv. Un’assise nazionale senza che a monte ci sia stata un’analisi sulla debacle. Il che dimostra che non c’è la consapevolezza della drammaticità della crisi. L’andazzo è quello di sempre: si stanno perpetuando i vecchi vizi di gestione e i tic politici. Come se nulla fosse successo, stanno facendo di tutto per mettere sotto il tappeto le cause della Caporetto. Il Partito socialista dovrà sorgere dopo la sconfitta elettorale e questo, epperò, non è il modo migliore per farlo. Il problema della crisi è di aver svolto la campagna elettorale senza gruppo dirigente, con una Costituente che ha prodotto convergenze occasionali su singoli problemi, non avendo avuto alcun respiro strategico. Mancava la politica e la proposta programmatica. In questa situazione anomala, Enrico Boselli si è impossessato di tutti i poteri, con la scusa di avere la goldshare del socialismo italiano, in quanto segretario Sdi.

A ben vedere, ha voluto sobbarcarsi un compito che non era il suo; in verità, era di tutte le componenti che sono confluite nella Costituente. Si badi, era troppo gravoso il peso per una leadership fragile. A dirla tutta, non era solamente un problema di linea politica, in ballo c’era anche il socialismo. Di questi tempi, il socialismo se non viene trattato e spiegato con cura può provocare degli effetti negativi. È materia assai complessa per lasciarla in mani inesperte e non abituate a maneggiarla in una situazione particolare come sono le elezioni politiche nazionali. Oltretutto, colui che ha avuto in mano la leadership si è voluto caricare, nello stesso tempo, sulle spalle la croce della candidatura alla premiership. Un sovraccarico che ha prodotto un risultato elettorale, algebricamente, al disotto dello zero. A conti fatti, è sparito dalla scena parlamentare il più storico dei partiti. Figurarsi che fu fondato nel 1892 e ha resistito a tutte le intemperie politiche: dai cannoni di Bava Becaris al fascismo, dal comunismo d’antan a quello neo e post, dal giustizialismo al berlusconismo. A ben ragionare, solo e soltanto alla coppia Veltroni e Berlusconi non ha potuto resistere. Sta di fatto che Boselli non ha tenuto per nulla conto che è finito il bipolarismo e stava nascendo, diciamo così, per partenogenesi il bipartitismo. Senza passare dal Parlamento, ma sulla base di un tacito accordo di Veltroni con Berlusconi. Così, con l’arma del “voto utile”, sono stati ammazzati i “nanetti”. Sic transit gloria mundi. Di questo “complotto” è stata vittima il Ps in particolare e la Sinistra arcobaleno in generale. Nell’immaginario popolare, sono spartiti dal Parlamento tanto i riformisti quanto i massimalisti

A dire il vero, Berlusconi e Veltroni hanno fatto i loro interessi, viceversa, è stato Boselli e il gruppo dirigente a lui vicino che non hanno saputo fare i loro. Non hanno tenuto conto che era iniziata una “rivoluzione” che stava cambiando il quadro politico. Anche stavolta, il combinato disposto di mezzi di informazione e di poteri economici ha fatto del suo meglio per forzare il cambiamento nel verso prefissato. E’ stato sollevato il polverone dell’antipolitica e quando si è diradato, ha presentato un nuovo panorama partitico. Dopo, le elezioni c’è stata una razionalizzazione del sistema partitico.

Il libro la “Casta” e il “grillismo” sono stati gli strumenti tra i più importanti per sconfiggere sia il sistema partitico, troppo costoso, sia la politica legata al Parlamento. In un momento in cui, la gente in carne e ossa è fuori della grazia di dio vuoi per i bassi salari, stipendi e pensioni vuoi per il caro vita e per la pressione fiscale. Tra Veltroni, rappresentante ufficiale del presidente Prodi, e Berlusconi, capo dell’opposizione e, peraltro, il massimo esponente dell’antipolitica, gli elettori hanno punito il primo e hanno favorito il secondo.

Dal frazionato sistema partitico si è passati così a due grandi partiti con altri tre che fanno da contorno. Secondo noi, si é impoverita la democrazia parlamentare. Se il troppo storpia, il poco non sempre guarisce. Insomma non è l’antidoto del male.

Proprio da questa vera e cruda realtà, i socialisti dovranno partite per una missione(im) possibile: ricostruire il Ps e rilanciare la questione socialista. Per fare ciò, devono cambiare musica, spartito e musicanti, munendosi di un buon direttore d’orchestra e mettendo da parte risentimenti e polemiche che lasciano il tempo che trovano.

In concreto, dovranno avviare un processo unitario di rinnovamento nella continuità e farsi carico di una politica autonomista nel senso craxiano del termine. Dunque, è finita la stagione della rendita politica (bastava stare nella coalizione di centrosinistra per avere gli eletti, senza mai dare conto dei voti che portavi. L’ascarismo era dominante sulla politica di partito.) ed è iniziata quella del navigare in mare aperto. Purtroppo se i socialisti vogliono trovare il modo per ripartire, dovranno intraprendere la politica “corsara”. Naturale che le rotte, volta per volta, debbano essere stabilite in base al vento e alle condizioni del mare. Sicché, l’ago della bussola dovrà puntare sul (nuovo) Nord: le alleanze a geometria variabile. Fuor di metafora, il Ps dovrà avere le mani libere negli Enti locali in generale, scegliendosi gli alleati che sono più funzionali per la propria crescita.

56 Risposte a “Verso il Congresso Nazionale”


  1. 1 sandro notaro 26 Aprile 2008 alle 12:29 am

    @ daniele marsano: che ne dici se raccogliamo le “vertule”?

  2. 2 Daniele Marsano 26 Aprile 2008 alle 6:06 pm

    @ Sandro Notaro

    Ne fossero rimaste.

  3. 3 sandro notaro 26 Aprile 2008 alle 6:10 pm

    @ daniele marsano
    tra loro vi erano anche i nostri sogni ma soprattutto i nostri ideali; almeno “raccogliamoci” quelli.

  4. 4 MASSIMO LOTTI 26 Aprile 2008 alle 6:11 pm

    @ SANDRO NOTARO

    RACCOGLIERE LE “VERTULE” = RACCOGLIERE LE ULTIME COSE E ANDARSENE.
    Caro Sandro, se queste sono le conclusioni cui sei giunto, permettimi di dirti che io non seguirò questo invito, per quanto accalorato e pieno di delusione questo sia.
    Io non credo che la storia Socialista sia finita.
    Credo che sia finita una gestione fallimentare del partito socialista, (rectius: SDI in quanto il Partito Socialista non è ancora nato).
    C’è ancora spazio per i socialisti e per una politica autenticamente socialista e riformista?
    E’ questa la domanda che tutti noi ci stiamo ponendo dal 14 aprile scorso.
    E’ ovvio che questa tua incitazione farebbe capire di no.
    Io, invece, penso che vi sia ancora un enorme spazio per una politica che sia fortemente laica (non laicista o anticlericale), liberale, autonomista e riformista.
    In fondo perché continuare a militare in un partito allo 0,9% e non invece in uno dove le possibilità siano infinitamente più grandi?
    Io una risposta me la sono data: per tutti quei compagni anziani che hanno creduto negli ideali di giustizia e libertà, per Costa e per Turati, per Nenni e per Pertini, per Mancini e per Craxi; per tutti quei compagni che hanno combattuto la Resistenza in nome della LIBERTA’.
    In un suo celebre intervento al Parlamento Matteotti, riferendosi ai fascisti disse: “Potete anche uccidermi, ma non potrete uccidere le mie idee”.
    Ecco forse è proprio questo il motivo per cui io non credo di aderire al tuo invito.
    E’ ovvio, che non penso alla ricostituzione di un partito di reduci e reducisti, in cui ogni incontro finisca con il dirsi di quanto eravamo bravi e belli.
    Penso ad un partito proiettato nel Duemila che sappia fornire risposte nuove a domande vecchie.
    Penso che il nuovo partito debba porsi come interlocutore per cercare di dare risposte a queste istanze:
    1) allargamento delle possibilità per l’accesso alla informazione (perché solo una piena conoscenza delle cose rende l’uomo libero);
    2) scuola pubblica, che sia più rigorosa con gli svogliati ma che sappia dare le giuste gratificazioni a coloro i quali siano meritevoli (pur se in condizioni economiche disagiate);
    3) stato laico che nel momento del suo legiferare sappia distinguere la sfera pubblica da quella religiosa;
    4) integrazione nell’Europa come suo cardine (penso ad Altiero Spinelli ed al manifesto di Ventotene);
    Se poi il tuo invito viene fuori dall’ultimo intervento dell’On. Marzo, sappi che esso mi trova in sintonia seppur avrei preferito alla frase “Ps dovrà avere le mani libere negli Enti locali in generale, scegliendosi gli alleati che sono più funzionali per la propria crescita” a questa “PS dovrà avere le mani libere negli Enti locali in generale, scegliendo le alleanze più congeniali alla propria politica e quindi alla propria crescita”.
    Ma oggi l’importante è ripartire, domani è un altro giorno.
    Con affetto e stima

  5. 5 Isabella 26 Aprile 2008 alle 6:52 pm

    Marzano, Lotti e Notaro, calma e gesso. Non fatevi saltare i nervi, il socialismo è inossidabile. Io che sono una giovane ci credo fermamente e credo pure che al più presto riusciremo a rlanciare la questione socialista. Intanto, Gianni De Michelis, Bobo Craxi e Biagio Marzo, come scrive un giornale delle mie parti,stanno preparando una unica mozione e sarà una bomba. Aspettiamoci delle novità. W il socialismo.

  6. 6 Daniele Marsano 26 Aprile 2008 alle 7:36 pm

    @ Isabella

    Marsano prego. Con la esse. Poi per quanto concerne, ho nervi saldi e navigati, peraltro, in acque profonde.

  7. 7 sandro notaro 26 Aprile 2008 alle 10:00 pm

    @ massimo lotti.
    caro massimo l’esclamazione, non invito, non la rivolgevo di certo a te in quanto ti riconosco essere un socialista di ferro, di quelli che oggi purtroppo mancano. il mio scoramento è dato dal fatto che alle prossime europee dovrò sorbirmi, voci non ufficiali ma molto ufficiose, un candidato nel quale io non mi riconosco, ammesso che c’è ne sia uno nel quale io mi riconosca.
    la ferita, ma è meglio chiamarlo sgarbo, è molto fresca. una campagna elettorale in cui io ho difficoltà a sponsorizzare i candidati socialisti mi basta. negli incontri discutiamo del flop elettorale e nessuno di noi ha il coraggio di dire che non ha mosso un dito a far si che il risultato fosse diverso. spero che tu non mi contraddica, perchè se ci sono state persone che hanno lavorato la cosa è ancora più grave: vuol dire, a mio avviso, che queste persone non sono credibili e che gli elettori ai quali si sono rivolte gli hanno snobbati. la mia idea di come dovrebbe essere e muoversi, almeno nella nostra realtà, il nuovo partito la conosci ed in buona parte la condividi. ma vedi massimo, sia che te abbiamo anteposto la parola “nuovo” a quella “partito” e la candidatura di cui ti parlavo sopra non mi sembra che vada in questa direzione.
    l’affetto e la stima sono ricambiati, è sempre un picere dialogare con te, compagno

  8. 8 sandro notaro 26 Aprile 2008 alle 10:01 pm

    @ daniele marZano.
    quante storie per una Z. comunque sappi che il mio supereroe si chiama Superman non Zuperman.

  9. 9 sandro notaro 26 Aprile 2008 alle 10:08 pm

    @ isabella.
    w il socialismo, senzaltro. i nervi sono ben saldi ma se penso alla bomba e al primo arificiere mi innervosisco. la novità che aspettiamo è lui?

  10. 10 Isabella 27 Aprile 2008 alle 1:02 am

    A Notaro, Mars(z)ano e Lotti
    Non vale la pena innervosirsi Notaro; pensavo di metterti di buon umore, per togierti di dosso il pessimismo leopardiano che ti perseguita, dicendoti che la vecchia talpa è ritornata a scavare. Il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimosmo della volontà.
    Meglio quelli di cui sopra come artificieri almeno sanno lisciare la politica nel verso giusto e non quelli che abbiamo visto in giro nella campagna elettorale. Boselli e Villetti per intendersi. Dobbiamo accontentarci di quello che ci passa ilconvento.Almeno sanno quello che fanno e non ci tradiscono politicamente.
    Il tempo delle europee è lungo e fino allora ne vedremo delle belle.
    Martin per un punto perdé la cappa, in fondo per una battuta sbagliata di una “z” per una “s”, Marsano non perdè il “s”ocialismo.
    A Lotti va il nostro apprezzamento per la sua voglia di lottare.

  11. 11 dino sportelli 27 Aprile 2008 alle 9:24 am

    La verita’ non emerge mai fra noi socialisti. La reale situazione politica del socialismo inteso come partito, come una democratica e costituzionale famiglia politico/culturale,oggi esiste ma c’e’ chi vuole che non esista.
    Non si puo’ continuare ad aderire alla cieca a progetti ad hora di taluni compagni, che hanno il mestiere del candidato.Udite Udite!!!: della esperiensa del Nuovo Psi abbiamo avuto un risultato elettorale invidiabile, alla luce del bastardo sistema elettorale,quando abbiamo deposto il personalismo.
    Ma , bisogna dire la verita’, nessuno ha avuto il coraggio di manifestare tali intrusioni personalistiche a nessuna manifestazione, pur ricevendo lo stimolo dai compagni delle periferie laboriose ed organizzate, i quali dichiaravano il loro disappunto a continuare a COMPRARSI UN PADRONE.

    Dino Sportelli

  12. 12 sandro notaro 27 Aprile 2008 alle 12:51 pm

    @ isabella.
    non sono pessimista, sono realista. con boselli e villetti ho sbagliato ma ora non voglio perseverare.
    in bocca al lupo, compagna.

  13. 13 MASSIMO LOTTI 27 Aprile 2008 alle 4:58 pm

    @ Isabella.
    Cara compagna, qui nessuno ha i nervi tesi, né tanto meno è un esagitato con la voglia di qualche forma di rivoluzione (che personalmente aborro).
    Semplicemente siamo compagni con tanto entusiasmo e, se permetti, con la voglia di ragionare sulle cose che ci succedono.
    Vedi, Isabella, io, il compagno Notaro ed il Compagno Mar(s)ano abbiamo (tra i tanti difetti) quello di voler ragionare di politica.
    E se qualche volta i toni possono sembrare esagitati, ti ricordo che è sempre la passione politica quella che ci anima, ed in special modo l’amore per una storia (quella socialista) ridotta a brandelli.
    Un’ultima cosa, permettimi di ringraziarti per aver verbizzato il mio cognome.
    Sinceri saluti.

  14. 14 Dick Tracy 27 Aprile 2008 alle 6:20 pm

    Caro compagno Sportelli,
    abbiamo messo tanto impegno per l’unità dei socialisti, sciogliendo il NPsi e imbarcandoci nella Costituente, per trovarci poi ospiti nella eventuale casa comune di cui c’è la pianta, ma è stata tolta dagli elettori dal piano regolatore(Il Parlamento).
    Per Boselli, Villetti e anche per un certo Introna( un assessore regionale che ha dilapidato il patrimnio socialsita pugliese) vorrebbero, anche dopo la sconfitta, avere le chiavi del Ps. Non hanno capito che ci vuole un processo di discontinuità. Spero anch’io, come la compagna Isabella, che qualcosa si muova e confido in Gianni, Bobo e Biagio.

  15. 15 sandro notaro 27 Aprile 2008 alle 7:23 pm

    @ massimo lotti.
    sei grande.

  16. 16 Isabella 27 Aprile 2008 alle 9:19 pm

    E’ grande solo il socialismo e Dio sopratutto a cui io credo, essendo una socialista cattolica. Voi compagni mi sembrate un pò permalosi per come rispondete. Bisogna dire sempre pane pane e vino vino, altrimenti siamo degli ipocriti come dice il comp. Gianvito Mastroleo.

  17. 17 sandro notaro 28 Aprile 2008 alle 8:46 am

    @ isabella.
    no comment.

    by by miss socialm

  18. 18 sandro notaro 28 Aprile 2008 alle 8:47 am

    arrata corrige:
    by by miss socialism

  19. 19 MASSIMO LOTTI 28 Aprile 2008 alle 9:34 am

    @ Isabella,
    cara compagna, vorrei che fosse chiaro che qui nesuno è permaloso, nessuno ha i nervi tesi, nessuno è pessimista, nessuno è ipocrita, nessuno è quello che vuoi che sia.
    Voglio ancora una volta precisarti che siamo compagni che ci piace ragionare di politica.
    Dire W il socialismo è come dire W Inter o W Juve.
    Per carità, per me sempre W il SOCIALISMO.
    Ma non credi che pure il più affezionato dei tifosi o degli ultras qunando perde la sua squadra del cuore abbia il diritto di inc…avolarsi? O secondo te, qualunque giocatore venga messo in campo deve esultare come se nulla fosse successo?
    Forse saremo compagni da “Bar dello Sport”, ma credimi siamo tutto fuorché degli ipocriti.
    Con immenso affetto.

  20. 20 sandro notaro 28 Aprile 2008 alle 1:15 pm

    @ massimo lotti.
    scusa se mi ripeto, sei grande.
    a proposito di bar dello sport: alle europee il mio candidato è:……PIPPI SCIFFATA
    ciao massimo

  21. 21 Isabella 28 Aprile 2008 alle 2:20 pm

    Vi ripeto che siete permalosi e non dovreste prendervela. Non a caso Notaro mi saluta ironicamente. Questo mi fa piacere perchè si è epresso in inglese, per me lingua familiare da parte di madre. Puoi anche canddiare quel tipo lì, caro Notaro, ma non combinerai granché se non dici il tuo pensiero politico. Che non è la ricerca dell’uomo nuovo che il più volte dei casi porta a casa risultati fallimentari.
    Anche perchè bisogna fare in fretta ad eleborare il lutto, altrimenti la Costituente cadrà a pezzi. Il problema dei problemi all’odg è il nuovo segretario che dovrà guidare il futuro partito e quale linea politica dovrà esprimere. Il bello è che il gruppo dello Sdi sta discutendo facendo riunioni segrete, senza coinvolgere il resto della Costituente. Insomma, lo Sdi continua a tenere la goldshare, come dice BM, mentre gli altri devono seguire, come se fossero una sorta di intendenza napoleonica. Il che non è più possibile come non è più possibile che il nuovo soggetto sia burocarizzato come vorrebbero quelli dello Sdi. Non è concepibile che il nuovo segretario sia scelto sulla base delle tessere e non per la sue qualità politiche ed organizzative. Il segretario dovrà essere scelto, inoltre, in modo unitario e abbia una linea autonomista come stella polare. Dio salvi il Ps.

  22. 22 dino sportelli 28 Aprile 2008 alle 2:52 pm

    Cari compagni,

    la organizzazione dei prossimi congressi provinciali e regionali, per arrivare a quello nazionale indetto da CHI non ne ha diritto, sara’ rappresentata da taluni compagni (O simili) che porteranno in eleggibilita’ cognomi gia’ noti.
    Lo si capisce dalla posizione ferrea del segretario regionale della Puglia , Dott Introna, il quale con abile maestria agita, come specchietto per le allodole, il suo incarico, ormai non politico ad assessore della Giunta Regionale patrocinata dal Marxista Niki Vendola, per attirare a se ogni sensazione socialista rimasta. L’inerzia di tutti noi e quella di lasciare per scontato che tale organigramma possa rappresentare il popolo socialista.
    Riuniamo i compagni, la base, i nostri sostenitori prima di ogni iniziativa possa essere indetta da chi ha il mestiere del candidato.

  23. 23 MASSIMO LOTTI 28 Aprile 2008 alle 5:24 pm

    @ Isabella.
    concordo pienamente con te sul fatto che lo SDI non ha più ragione di esistere, se non come corrente strutturata (e spero minoritaria) all’interno di un contenitore più ampio. Se veramente, come tu dici (e non ho motivo di non crederti) ci sono in corso riuniuni carbonare alle quali devono seguire incontri che ratifichino decisioni già prese, penso che quelli dello SDI stiano giocando seriamente col fuoco.
    Credo che sia compito nostro mobilitarci per far naufragare tale progetto. Su una cosa non concordo, sulla necessità di avere a “qualunque costo” un segretario. Nel senso che in questo momento non la vedo come “la priorità”.
    Preferirei una piattaforma programmatica che sia espressione, però, della base, in modo da coinvolgere quanti più compagni possibile.
    Per esempio, la proposta della politica “corsara” del compagno Biagio Marzo mi trova perfettamente d’accordo.
    Vorrei che di questo discutessimo.

  24. 24 raffaele tantone resp organizazzione fgs 28 Aprile 2008 alle 5:43 pm

    Sabato 26 Aprile presso la sede nazionale del Partito Socialista si è svolta la riunione congiunta dell’Esecutivo e della Direzione Nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti, aperta dalla relazione del segretario nazionale Francesco Mosca.

    Nel corso della riunione si è analizzato il risultato elettorale, sottolineando la gravità della sconfitta subita. Da parte di tutti i compagni si è evidenziata la natura storica della sconfitta, che pregiudica la possibilità di una
    riorganizzazione unicamente identitaria del movimento socialista.
    Si è espresso un giudizio unanime sull’assoluta inadeguatezza del gruppo dirigente nazionale nella gestione politica ed organizzativa del partito.

    Si è espresso un riconoscimento nei confronti di Enrico Boselli, che con il gesto delle dimissioni ha dimostrato le sue qualità umane e politiche, assumendosi in prima persona il peso della sconfitta. Si è altresì dichiarato che la decisone di Boselli avrebbe dovuto essere seguita da tutti i compagni del comitato promotore, che invece, senza alcuna analisi del voto e delle cause della sconfitta, hanno proceduto burocraticamente alla costituzione delle commissioni politiche e organizzative del prossimo congresso nazionale.

    La FGS contesta la composizione meccanica, secondo lo schema delle componenti della Costituente Socialista, e propone una composizione delle commissioni su mozioni congressuali esplicite. Mozioni da presentare entro una data limite e votate dai congressi sezionali sino al congresso nazionale.

    Si è espressa la volontà di presentare una mozione congressuale al prossimo congresso del Partito Socialista. In seguito a tale decisione si è ritenuto opportuno convocare l’Assemblea Nazionale della FGS per sabato 17 maggio a Roma. L’Assemblea vedrà una forma aperta di partecipazione ed avrà come punto all’ordine del giorno la presentazione ed approvazione di una mozione da presentare al prossimo congresso del Partito Socialista.

    Tale mozione è aperta al contributo, e anzi lo richiede, di tutti i compagni che credono in un totale rinnovamento nel metodo e nella politica del partito Socialista.

    E’ stato deciso, inoltre, che i prossimi 2, 3 e 4 maggio una delegazione della FGS, guidata dal segretario nazionale Francesco Mosca, parteciperà all’Assemblea dei Mille di Chianciano Terme, convocata da Marco Pannella.

    Mentre sabato 10 maggio prossimo a Bari una delegazione guidata dal Vice Segretario nazionale Luigi Iorio incontrerà una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista guidata da Nicola Fratoianni, segretario regionale PRC.

  25. 25 Gesù viene dall'ILva 28 Aprile 2008 alle 5:55 pm

    Non capirete mai…almeno quando si muore si sta zitti voi continuate a parlare. I boselliani fuori dal partito.

  26. 26 raffaele tantone resp organizazzione fgs 28 Aprile 2008 alle 5:56 pm

    il problema che noi non siamo boselliani…siamo fgsini….impara…

  27. 27 nuovo socialismo 28 Aprile 2008 alle 5:57 pm

    Finalmente qualcuno si muove..bravi raggazzi tutti i giovani uniti.

  28. 28 Luigi Ughini 28 Aprile 2008 alle 10:38 pm

    siete fgsini? andate dal wwf che siete in estinzione. Per favore non mi fate vedere scritto il nome Mosca, vi giuro non riesco a proseguire e piu’ forte di me. duecentomila battute tra politichese e neo-bereaucratic, una noia, non mi sorprendo se poi alla fine pijate le batose, siete noiosi. Vi giuro con tutto il cuore, non riesco a leggere cio’ che scrivete. Un consiglio provate cosi’:
    Problema:
    Metododo di soluzione:
    Analisi fattuale:
    Conclusione:

    P: hai perso le elezioni
    Mp: squadra che perde si cambia
    A: se si perde di solito si lascia il campo e ci si ritira
    C: fuori dai coglioni

    Ciao e a presto

  29. 29 nuovo socialismo 28 Aprile 2008 alle 10:49 pm

    Ughini chiiiiii???????? non pervenutoooo

  30. 30 abc 28 Aprile 2008 alle 11:06 pm

    tutti insieme eleggiamo la nostra locatelli segretaria…

  31. 31 sandro notaro 28 Aprile 2008 alle 11:14 pm

    ma locatelli fa le cose per bene?

  32. 32 abc 28 Aprile 2008 alle 11:16 pm

    Dipende…però devi essere conosciuto…non un misterioso esconosciuto uomo del blog

  33. 33 lorusso 28 Aprile 2008 alle 11:17 pm

    Leggiamo attentemente quello che ci propone il compagno tantone nel post precedente,non facciamo solo del qualunquismo.

  34. 34 lorusso 28 Aprile 2008 alle 11:20 pm

    Ma carlucci,quello di Brindisi,il capo del socialismo pugliese,che fine ha fatto???

  35. 35 notabile 28 Aprile 2008 alle 11:23 pm

    Ma chi sono scatigno,de carolis, e Piarullo???

  36. 36 dino sportelli 28 Aprile 2008 alle 11:30 pm

    Compagno Tantone,

    questa sera il compagno Introna si e’ dimesso da coordinatore dell’ulivo della Regione Puglia.Speriamo che si dimetta da servo deI COMUNISTI

    Tu continui a fare il responsabile organizzativo della FGSI ed a organizzare riuniuni con Frantoianni, segretario della Rifondazione Comunista in Puglia.

    Fateci capire qualcosa,e, non continuate ad usure il nome dei socialisti senza tener presente che la sconfitta elettorale passa anche dai muri di gomma che avete creato con l’ausilio dei Dirigenti dello SDI

    Dino Sportelli

  37. 37 giaime 29 Aprile 2008 alle 3:48 am

    Ughini non ha tutti i torti… cmq, per favore mi rivolgo soprattutto a quella vecchia canaglia di un simpaticone di abc, scrivete in Italiano, grazie

  38. 38 Dick Tracy 29 Aprile 2008 alle 7:21 am

    Siamo alla vigilia di una rottura irreversibile all’interno del Partito socialista, mai nato. Addio sogni di gloria per il socialismo italiano a cui ci siamo affidati per uscire dal caso Italia.
    Finché il dibatitto ruota attorno ai nomi, senza la politica, sarà la fine. Chi rimpiange la Rosa nel pugno e chi si incammina più a sinistra con il neo comunista Frantoianni, i socialsiti si muoveranno a zig zag e si dissolveranno.
    La verà verità è che non c’è classe dirigente e un progetto politico. Boselli e Villetti, con il gruppo Fgs, hanno voluto che la storia socialista prendesse questa piega. Cioè farne una forza subalterna da dare in appalto.
    Se Pia Locatelli, come si dice, è il nome alla segreteria di Boselli e Villetti, è iniziato il conto alla rovescia. Prepariamoci alla scissione dell’atomo. Perché? Perché è il solito andazzo, la “cooperativa”B&V, infischiandosene del resto dei compagni, vorrà imporre il suo nome, senza indicare la politica che vorrà portare avanti. I compagni sono avvertiti. Non si può più stare in un partito con due due e tre partiti, l’uno dentro l’altro, che fa totale lo 0,9%.
    Ps.
    Il compagno Sportelli ha detto cose giuste. Così si va verso il buco nero della disfatta.

  39. 39 MASSIMO LOTTI 29 Aprile 2008 alle 11:01 am

    @ raffaele tantone resp organizazzione fgs

    Caro compagno,
    nel tuo intervento ho rilevato tre punti fondamentali:
    1) la presentazione di una mozione FGS al prossimo congresso del partito aperte all’apporto di quei compagni che decidessero di dare il proprio contributo (e che anzi viene addirittura richiesto);
    2) la partecipazione di Mosca all’incontro organizzato da Marco Pannella;
    3) l’incontro tra la delegazione guidata dal Vice Segretario nazionale FGS, Luigi Iorio, con una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista guidata da Nicola Fratoianni.
    Scusami, ma mi sembra che si stia andando un po’ a tentoni e senza la visione di un quadro strategico di insieme.
    Innanzitutto si dice ai compagni: dateci il vostro contributo per la elaborazioni di mozioni congressuali ma contestualmente ci si muove per incontrare realtà politiche tra loro completamente in contraddizione.
    Infatti, e vorrei essere edotto, che c’azzecca l’incontro con Pannella (dichiaratamente liberista, liberale, filo-americano, filo-israeliano, sostenitore del bipartitismo all’americana) con Fratoianni, esponente del PRC (anticapitalista, anti-americano, filo-libanese, sostenitore del proporzionalismo)?
    Forse che da questi incontri dovremmo prendere degli spunti per miscelarli insieme e farne poi una mozione “shekerata”? del tipo (americani si, ma non troppo; equidistanza (D’Alema docet) tra palestinesi ed israeliani; mercato sì ma con un po’ di dose di statalismo; proporzionale ma con un po’ di maggioritario). Cioè una miscellanea che allontanerebbe ulteriormente quei pochi compagni rimasti.
    Non credo che questi incontri servano alla costruzione di un nuovo partito.
    Ho la netta sensazione,invece, che servano a qualcuno per trovare casa.
    Infatti non si dice del perché di questi incontri.
    Penso che non bisogna andare in casa d’altri per avere spunti di riflessione per preparare una mozione congressuale.
    A me basterebbe ripartire dal documento scaturito dal Congresso di Rimini del 1978 (se non ricordo male).
    Con stima.

  40. 40 Gesù viene dall'ILva 29 Aprile 2008 alle 12:06 pm

    fgiessini cm yuppini andate fuori. cmq siete dei mostri creati in un periodo di scofitta e di diaspora. Dato che ho visto i vostri metodi e ho ascoltato i vostri Capi, secondo mio modesto parere fareste meglio a nascondervi con la testa sotto la sabbia e lasciare il posto a persone più competenti dando un parere sulle persone elette dato che non siete gli ultimi venuti. Però ragazzi miei bisogna tagliare le teste alle vecchie faccie perchè se ci siete voi i socialisti nn votano e si è visto…e credo che sia anche per il vostro atteggiamento saccente e spocchioso. Scusate x le parole dure ma ci siamo rotti di voi e dalla vostra incompetenza.
    Gesù

  41. 41 robi nigro 29 Aprile 2008 alle 7:23 pm

    L’analisi del compagno Lotti è giusta,ma in una situazione di sconcerto dilagante ed imperante,come quella relativista e qualunquista attuale, è giusto fare politica a 360°.All’ assemblea di Chianciano da Pannella,ci incontreremo perchè invitati,e perchè con la presenza annunciata di Romano Prodi,molti ulivisti,e tutta la galassia liberal-radicale,si cercherà di approfondire il delicato momento politico,figlio dell’incapacità veltroniana.Per quanto riguarda Fratoianni,la idea è quella di discutere con dei compagni come,Bertinotti,vendola,Folena -quest’ultimo sarà presente anche a Chianciano-che vogliono dare una nuova identità alla sinistra italiana,una identità che non potrà che avere come fondamenta il socialismo europeo,chiudendo con una storia comunista,anti-capitalista ed anti-imperialista.

  42. 42 MASSIMO LOTTI 29 Aprile 2008 alle 8:47 pm

    @ Robi Nigro
    Caro compagno,
    ti ringrazio per l’apprezzamento alla mia analisi.
    Permettimi, tuttavia, di rilevare alcune incongruenze nel tuo intervento “giustificazionista”.
    1) Non credo che in questo periodo vada fatta una “politica a 360°” a me basta e avanza una politica socialista: in altri termini, mi sai dire una parola d’ordine che ci contraddistingua da questo centro-sinistra? Per esempio: abbiamo una idea di società che vogliamo? come la vogliamo? dove la vogliamo indirizzare? con quali mezzi e per quali fini?
    2) Parli di socialismo europeo. Quasi che la storia del socialismo italiano sia tutta da abiurare. No, caro Nigro, non si và da nessuna parte senza una propria storia.
    Il Partito Socialista continua a prendere voti (nonostante la voglia di Boselli e Co di non farne prendere più) perché la parola socialista evoca battaglie di LIBERTA’ e di UGUAGLIANZA.
    Ma come si può pensare, di già, a costruire un soggetto di sinistra con i compagni rifondaroli. I quali sino a qualche mese fa, dicevano peste e corna di tutto il mondo imprenditoriale (mettendo sullo stesso piano il barbiere e la grande industria - ovvero capitalisti profittatori della classe operaia) salvo poi sapere che la moglie di Giordano (ex segretario PRC) lavorava alla camera come portaborse e quindi godere di tutte le prebende parlamentari.
    Ma veramente pensate che unendo il nostro 0,9% e loro il 3% forse la prossima volta potremo superare lo scoglio del 4%?
    Ancora una volta stiamo (state) cadendo nella trappola del tatticismo Boselliano che ha fatto la rovina di questo partito.
    No, no e ancora no.
    Se queste sono le premesse, la prossima volta non ci sarà partita elettorale perché il centro destra vincerà a mani basse.
    Ti pongo una domanda, che mi piacerebbe porre direttamente ai compagni Rifondaroli: ma tra la Cina comunista e il Tibet loro da che parte stanno? Io sto con il Tibet.
    Se non riuscite a pensare in maniera strategica, come fece Nenni nel’56 rompendo con i comunisti e nel’ 78 come fece Craxi spingendo i socialisti su posizioni schiettamente riformiste e liberali, voi sarete i becchini di questo partito.
    Con sincera stima

  43. 43 Daniele Marsano 29 Aprile 2008 alle 11:44 pm

    @ Massimo Lotti

    Sono orgoglioso di essere Socialista, anche perché ho la certezza di avere accanto compagni del tuo calibro.
    Se nel ‘56 si ruppe con i comunisti, e nel ‘78 ci si spinse verso posizioni riformiste, mi sa che nel contesto attuale è utile rompere con la sinistra, intesa nell’attuale accozzaglia di massimalisti transgenici. Ho udito negli ultimi giorni Brunetta Tremonti, e mi fermo nell’elenco per brevità, rivendicare con orgoglio l’avere nel loro pensiero e agire il seme Socialista, ripeto lo rivendicavano con orgoglio, stando nelle fila della destra. A sinistra invece dirsi Socialisti, è ancora, dato il retaggio del ‘92, o dato il lutto mai elaborato, un gesto eroico. A sinistra i Socialisti sono ancora visti come il cane in chiesa. Amato ( Giuliano ) a luglio abiurava sulla Repubblica l’essere Socialista, definendo il Socialismo un ossimoro, e anche qui mi fermo nell’elenco, per un fatto di parsimonia. NON CI VOGLIONO A SINISTRA. E IO NON VOGLIO QUESTA SINISTRA DAL GHIGNO SINISTRO. Pur tuttavia il Socialismo in Europa e nel mondo è Sinistra. Ma ricordiamoci del fatto che in questa amena Nazione, l’Europa e il Mondo non hanno cittadinanza.
    Ci hanno trattati come dei lebbrosi fuori dal lebbrosario, al momento degli apparentamenti, ora invece ricordano la parentela, seppur lontana. E noi di rimando, ospitali a rincorrerli, per l’ennesimo auto da fe.
    Occorre quindi collocarsi al di qua del PD. Marchiare a fuoco il fatto che al di la del PD, con quest’ultimo incluso, esiste solo un massimalismo mascherato da riformismo. Per l’appunto un massimalismo transgenico. Veltroni ha tirato il tappo, e il sifone ingordo gorgheggia, vediamo di starne fuori, tanto quanto hanno voluto i nostri rossi aguzzini, al tempo in cui si sentivano grandi condottieri, proprio nel mentre le loro stesse truppe li lasciavano soli sul campo di battaglia ( vedi i margheritini ). Poi restiamo a Sinistra, ma senza confondere la nostra storia nella altrui. In questo e specialmente in questo occorre DISCONTINUITA’, nel nostro giammai intenderci subalterni a chicchessia, nel nostro non volere dare patenti di sinistra, nel nostro volere spiegare che per primi a sinistra capimmo che prima di tutto viene la LIBERTA’ L’UGUAGLIANZA E L’ESSERE COMPAGNI INNANZI TUTTO. Forse cosi potremo recuperare chi, seppure a denti stretti, è sull’altra sponda, anche perché forse consci del fatto che da queste parti tira una brutta aria. Si, i vari Brunetta Tremonti & co. , sono sull’Aventino, e noi qui a prendere i pallettoni, ma tocca a noi dare loro una alternativa che attualmente a sinistra non c’è. E in questo Boselli e l’attuale classe dirigente hanno sbagliato. Esattamente nel piagnisteo del non ci hanno voluto. NO. Siamo noi che non vogliamo questa sinistra dei soloni, ma per altro non ci identifichiamo nemmeno con questa destra da esproprio proprietario. Sappiamo capire che c’è chi vende il proprio lavoro e chi lo acquista, ma se proprio dobbiamo scegliere, saremo sempre con l’individuo, con colui che ha meno difese, con colui che ripone la sua ultima speranza nel Socialismo. Tocca a noi fare si che quella non sia l’ultima speranza bensì la prima aspettativa. La sinistra di questi anni si è presentata supina ai grandi poteri, il profumo del salotto buono inebria, ma l’Italia è e sarà innanzitutto POPOLO, quello che non ha santi in paradiso, e che il salotto, comprato a rate, ormai è l’unico svago che può permettersi. La politica della sinistra si è rivelata essere la politica dei Boiardi di Stato ( non a caso Prodi ex AD di IRI ), distante da quella massa elettorale alla quale si rivolgeva, non a caso Uolter per poterla intuire ha fatto la sua bella gita a sbafo nelle province Italiche pensando bastasse. Non basta. Peraltro lo stesso errore lo ha fatto il Boselli, improvvisandosi camionista, per poi scoprire che sarebbe bastato chiedere anche via e-mail alle sezioni di base quale fosse stata l’aria che tirava. E si continua per questa china. Il congresso, invero, sarà un altro conclave. Ahi voglia a fare mozioni. Leggo, e non solo su questo blog, nomi di papabili segretari, ma mai dico mai, ho modo di leggere, per esempio: “ auspico questo o quel compagno, perché il suo pensiero e il suo agire ha prodotto questo risultato, ha germinato questa idea”. Ne capisco anche il perché. Neanche io dal mio cantuccio, assolato in questo fine di Aprile, ho ancora avuto modo di leggere qualcosa di esaltante. Peraltro per chi è arrivato sin qui con la lettura, sono certo, avrà certamente la stessa sensazione riguardo al mio dire.
    Eppure continueremo a leggere e a scrivere, a confrontarci e a dibattere, al fine di trovare quella stella polare che ci porti a sponde assolate. Anche se poi molti ci paragoneranno al Leopardi, e sia, sono compagni, ne hanno il diritto e il dovere.
    Per inciso sto col Tibet. L’aria di montagna fa bene, e poi la Cina di questi tempi è soprattutto inquinamento, anche ideologico.
    Infinite salvezze
    Daniele Marsano

  44. 44 MASSIMO LOTTI 30 Aprile 2008 alle 4:52 pm

    Spunti per una mozione congressuale.

    Occasioni perdute
    Il liberismo e la speranza

    di Francesco Giavazzi

    Da una quindicina d’anni su questo giornale mi batto per il mercato, per le liberalizzazioni, per uno Stato meno invasivo. Sostengo i benefici della concorrenza e dell’apertura agli scambi, non per scelta ideologica ma perché penso che mercati aperti e concorrenza siano lo strumento per sbloccare un Paese nel quale la mobilità sociale si è arrestata e il futuro dei giovani è sempre più determinato dal loro censo, non dal loro impegno o dalle loro capacità. Nel frattempo nel mondo sono successe alcune cose. La globalizzazione dei mercati ha consentito a mezzo miliardo di persone di uscire dalla povertà: nel 1990 le famiglie in condizioni di povertà estrema erano, nel mondo, una su tre; oggi poco meno di una su cinque.

    Ma con la globalizzazione si sono accentuate le diseguaglianze, soprattutto nei Paesi ricchi e poco importa che il motivo non siano le importazioni cinesi, ma piuttosto le nuove tecnologie che premiano chi ha studiato e penalizzano il lavoro non specializzato. (Negli Stati Uniti il salario orario di un lavoratore che ha smesso di studiare a 16 anni nel 1972 era, ai prezzi di oggi, 15 dollari; 11 nel 2006. Quello di un laureato è invece aumentato da 24 a 30 dollari l’ora). Come osservavano già tre anni fa Massimo Gaggi e Edoardo Narduzzi («La fine della classe media») in occidente è sparita la classe media tradizionale, quella che per mezzo secolo è stata il collante del sistema politico: al suo posto è nata una società nella quale chi ha scarsa istruzione è angosciato e cerca qualcuno che lo protegga. E non sempre il mercato dà buona prova di sé. Negli Stati Uniti è inciampato in un paio di infortuni.

    Nel 2002 le frodi degli amministratori di Enron, Tyco e WorldCom. Oggi la crisi innescata dai mutui «subprime»: se non fossero tempestivamente intervenute le banche centrali, cioè lo Stato, i mercati rischiavano di precipitare. Talora un mercato neppure esiste, come nel caso dell’energia: prezzi e forniture di gas — l’80% dell’energia utilizzata in Italia—sono determinati da un cartello dominato dalla Russia. Pensare di aprire quel mercato alla concorrenza è un’illusione un po’ infantile, almeno fino a quando non avremo costruito una decina di rigassificatori e ci vorranno, se tutto va bene, un paio di decenni. La Cina non consente che il valore della sua moneta sia determinato dal mercato. Per mantenere un tasso di cambio sottovalutato accumula una quantità straordinaria di euro e di dollari. La crescita cinese continua a dipendere dall’industria e dalle esportazioni. A parole il partito comunista si dice preoccupato della crescente diseguaglianza, ma poi non fa quasi nulla per correggere il tiro e spingere la domanda interna, soprattutto i servizi, in primis la sanità. Sempre più i mercati aperti spaventano gli elettori. Nella campagna elettorale americana sia Obama che Hillary Clinton parlano con accenti critici della globalizzazione e si guardano bene dall’attaccare i sussidi pubblici che rendono ricchi gli agricoltori Usa a spese del resto del mondo, ad esempio dei coltivatori di cotone egiziani.

    In Francia Sarkozy a parole (e non sempre) predica il mercato, ma provate ad aprire una linea aerea e a chiedere uno slot per un volo Linate-Charles De Gaulle: lo otterrete, ma alle 6 del mattino. La maggioranza degli italiani ha votato per un candidato, Silvio Berlusconi, che si è impegnato a salvare — con denaro pubblico — un’azienda che perde un milione di euro al giorno: non ho visto nessuno sfilare perché le nostre tasse vengono usate per tenere in piedi un’azienda da anni decotta. (Ho invece visto i tassisti romani festeggiare il nuovo sindaco della città che due anni fa aveva manifestato solidarietà per la violenta protesta dei tassisti contro le liberalizzazioni di Bersani). Insomma, il mondo sembra andare in una direzione diversa da quella auspicata da chi, come me, vorrebbe meno Stato e più mercato. I cittadini non sembrano preoccuparsene: anzi, premiano chi promette «protezione» dal vento della concorrenza. Che cosa non abbiamo capito, dove abbiamo sbagliato? Alcuni ritengono che il problema nasca dall’errato accostamento di «concorrenza » e «mercato».

    Concorrenza significa regole: in assenza di regole non è detto che il mercato produca una società migliore di quella in cui vivremmo se venissimo affidati ad uno Stato benevolente. Affinché il mercato, la globalizzazione diventino popolari è necessario «governarli». E’ certamente vero, ma anche un po’ illuminista. Vedo anti-globalizzatori che occupano le piazze, ma non vedo cittadini che manifestano perché il Doha Round non fa un passo. La decisione dei capi di Stato dell’Ue di cancellare la concorrenza dai principi irrinunciabili stabiliti dal nuovo Trattato europeo è passata inosservata. Insomma, non mi pare che i cittadini reclamino più regole: la protezione che chiedono —e che alcuni politici promettono—è quella dei dazi e dei vincoli all’immigrazione, non l’antitrust. A me pare che i liberisti debbano porsi un compito più modesto: spiegare ai cittadini che l’alternativa al mercato, al merito, alla concorrenza è una società in cui i privilegi si tramandano di generazione in generazione, i fortunati e i prepotenti vivono tranquilli, ma chi nasce povero è destinato a rimanerlo, indipendentemente dal suo impegno e dalle sue capacità. Convincerli che il modo per difendere il proprio tenore di vita è chiedere buone scuole, non dazi.

    Il «miracolo economico» italiano degli anni ’50 e ’60 fu il frutto del mercato unico europeo (e della lungimiranza di alcuni leader della Democrazia Cristiana che alla fine della guerra capirono l’importanza di entrare subito nella Cee). La caduta delle barriere doganali e l’ampliamento della domanda consentirono alle nostre imprese di allargare le fabbriche e raggiungere una dimensione che ne determinò il successo. La crescita tumultuosa di quegli anni creò opportunità per tutti. Non ho dati, ma penso che se qualcuno allora avesse chiesto agli italiani che cosa pensavano dell’apertura degli scambi, la maggior parte avrebbe risposto favorevolmente. L’Europa di allora è il Brasile, l’India, la Cina dei giorni nostri, ma i più oggi le considerano minacce, non opportunità. Mi pare che l’Italia si trovi in un «cul de sac». Da un decennio abbiamo smesso di crescere: dieci anni fa il nostro reddito pro-capite era simile a Francia e Germania, 27% più elevato che in Spagna, 3% più che in Gran Bretagna.

    In questi anni abbiamo perso dieci punti rispetto a Francia e Germania, siamo stati raggiunti dalla Spagna e di nuovo superati dalla Gran Bretagna. Quando un Paese non cresce le opportunità scompaiono e ciascuno si tiene stretto quello che ha: mentre mercato, merito, concorrenza—i fattori la cui assenza è all’origine della mancata crescita—spaventano. I cittadini preoccupati chiedono protezione, qualcuno la promette e il Paese si avvita. (Il paragone, lo so, indispettisce, ma la storia del declino dell’Argentina —un Paese che ai primi del ’900 era ricco quanto la Francia—inizia, con Peron, proprio così). Il tentativo di convincere la sinistra che mercato, merito e concorrenza sono gli strumenti per sbloccare l’Italia—devo ammetterlo — è fallito. Con Prodi la sinistra ha perso un’occasione storica: anziché sbloccare la società ha essa pure offerto protezione. Ma chi ha protetto? Non chi temeva la globalizzazione — che infatti si è fatto proteggere dalla Lega—ma il sindacato, anzi i suoi leader. Temo ci vorrà qualche legislatura per riparare questo errore.

    I nuovi interlocutori dei «liberisti» (come sostiene da qualche tempo Franco Debenedetti) oggi sono i «protezionisti»: sbagliano la diagnosi, ma hanno saputo cogliere e interpretare meglio della sinistra le angosce di tanti cittadini. E tuttavia la risposta alla «mobilità planetaria» non può essere il congelamento della mobilità domestica. Una società congelata non solo è ingiusta: si illude di proteggersi, in realtà spreca le sue risorse migliori e deperisce. E’ un lusso che forse possono permettersi gli Stati Uniti: per l’Italia sarebbe un suicidio.

    30 aprile 2008

  45. 45 sandro notaro 2 Maggio 2008 alle 9:00 am

    @ abc
    è vero, sono uno sconosciuto ma a te ti ho riconosciuto. non sei quello che a roma vestito di bianco si affaccia da una finestra la domenica mattina?

  46. 46 Emanuele Carrozza 2 Maggio 2008 alle 12:49 pm

    Care compagne e cari compagni,
    premetto che sarò duro e crudele…
    i risultati elettorali dimostrano che in italia contiamo solo su 350.000 voti più o meno lo 0,9%. che schifo!!!
    abbiamo perso tutti coloro i quali credevano in un progetto socialista in un ideale socialista, e siamo rimasti in pochi.
    (si badi che in politica il detto: non va molte bene; in politica contano i numeri e noi non gli abbiamo.

    La nostra politica è fatta di ideali, vero, ma i fatti dimostrano altro.
    a mio modesto parere l’ideale, ormai, non è più importante per i molti, in una società come la nostra, con tutte le difficoltà che si hanno, quando un politico, in qualche modo legale o meno legale, si interessa delle tasche dei cittadini automaticamente “acquista” consenso.

    parliamo delle cose di casa nostra:
    noi socialisti, di cosa abbiamo parlato in questa campagna elettorale?… di patto laico!!!!!!!!
    e, piangevamo se non ci invitavano in qualche trasmissione… ma facevano bene!!!!
    amo la presa per il culo che fa Angelo B. sul patto laico: “io sono laico, mia mamma era laica, mia nonna forse… lo era”
    alla gente non va di parlare di laicisimo.
    alla gente va di sentirsi dire che avranno delle agevolazioni fiscali, che non gli saranno tassati gli straordinari, e tanto altro…
    Da un lato,Io da cittadino spero che il PDL realizzi tutto ciò che ha promesso, dall’altro come socialista spero di no altrimenti tutta la sinistra può fare le valigie e tornare a casa, per noi operazione non difficile già siamo fuori dai giochi del parlamento.

    Poi, da quello che ho capito a livello nazionale si inizia a pensare ad un unico progetto con rifondazione comunista….
    noi con rifondazione???? ma come possiamo? magari a livello nazionale si potrebbe anche fare ma, nei paesi piccoli come il mio, dove i rifondati sono ancora comunisti in tutti i sensi… chiusi di mentalità… non si può…
    a questo punto preferisco confluire nel pd o nel pdl anche come singolo!
    almeno li si parla di qualcosa di costruttivo e in alcuni casi anche di socialismo.

    scusatemi compagni ma il nostro partito socialista con la sua “classe dirigente” ha dimostrato di non contare nulla, in più in un periodo così difficile hanno pure il coraggio di fare il toto-segretari… ma per piacere!!!!
    Mi dispiace ma il P.S. italiano così rischia davvero di arrivare alla sua fine.
    Bisogna guardare la realtà.
    compagne e compagni scusatemi per lo sfogo…
    ma sono veramente incazzato con questa sottospecie di politica.

    Un fraterno saluto
    Emanuele Carrozza

  47. 47 dino sportelli 2 Maggio 2008 alle 3:13 pm

    STIAMO CALMI,

    e’ vero, i socialisti hanno avuto un pessimo voto dagli italiani ed e’ anche vero che le responsabilita’ elettorali sono da inputare all’asse dirigenziale Boselli & C.

    Ma una riflessione bisogna farla a mente fredda, tralasciando le indicazioni personalistiche che arrivano alla nostra informazione ogni giorno; infatti io sono convinto che gli Italiani nella scorsa tornata elettorale hanno votato per eleggere un Commissario giudiziale per il tentativo (in Diritto Fallimentare si chiama concordato preventivo) di no far fallire l’impresa Italia.

    E’ alla luce di questa considerazione che gli elettori, in specialmodo identificati di sinistra,operai, casalimghe pensionati hanno votato Il Presidente Berlusconi, reputando la sapienza imprenditoriale atta alla salvezza economica.

    Infatti nella campagna elettorale si e’ parlato solo di economia e dei vari risultati, di giorno in giorno diversi, della situazione debitoria degli Italiani, tralasciando i programmi politici e sociali.

    Ricordando il passato, puo’ servire come statistica, ricordo che le varie vicissituidini economiche del nostro paese venivano risolte dalla politica, con avvicebdamenti doi collaborazioni internazionali condotte da chi POTEVA parlare e valorizzare i livelli produttivi Italiani.

    Viabiamo giornalmente nell’incubo della mancata rappresentazione politico culturale; io talvolta ho diniego a poter pensare di essere rappresentato da questi consiglieri regionali e da questi deputati per aver riscontarto in tutti una mancanza totale di politichese.

    Perche gli Italiani possono essere rappresentati da uomini che hanno la sapienza e la poosbilita’, gia dimostrata, di poter tirare fuori l’Italia dal vortice economico? Perche’ l’italia e gli Italiani non devono emergere; emrgendo hanno travolto il sistema politico Mondiale.

    La mera storia di Tangentopoli non e’m stata voluta solo dall’odio personale di un rustica progienes nei confronti della grandezza politica ed economica esistente, ma da CHI, nascosto dalla globalizzazione, e’ riuscito ad eliminare completamente chi opponeva l’intromissione di una nuova generazione dirigenziale che obbedisse, senza dover reagire, a ogni ordine.

    Chiudo. La possibile rinascita del socialismo oggi puo’partire e deve partire, dalla fiducia che il popolo socialista deve dare ai nostri parlamentari europei, capaci di opporre resistenza politica e culturale dalle molteplici considerazioni di poverta’ che da qualche tempo denigrano il popolo Italiano.

  48. 48 Francesco Gennaro 2 Maggio 2008 alle 5:34 pm

    Bene i compagni Emanuele e Dino. La batosta elettorale ha massacrato la lucidità di alcuni compagni e fatto perdere letteralmente la bussola. Assolutamente deliranti le tesi della FGS. Difendono ad oltranza la cooperativa(che ha inequivocabilmente fallito), fanno votare PD a Roma(e non solo al doppio turno - vedi Quadrana), partecipano ad una riedizione(seppur propositiva) della Cosa Radicale ed infine incontrano il partito della Rifondazione Comunista(come a voler fare una sorta di cartello-accozzaglia di trombati, privo di alcun minimo comun denominatore). Stiamo veramente rasentando la follia!
    Sui primi tre aspetti mi sono già soffermato abbastanza, sparando sulla Croce Rossa.
    Veniamo all’ultimo punto: tesi congressuale by Fgs ed incontro Iorio-Fratoianni…
    La storia si è già pronunciata abbastanza in merito, bocciando nettamente le derive massimaliste. Ora in preda alla disperazione ritorna in auge la tentazione della peggiore deriva neo massimalista di stampo socialista(planetario e non europeo). Ma come si puo’ immaginare un cartello con i Folena, i Vendola, i Giordano?? Per dirla con un nostro caro amico: “che c’azzecca”?? Sul welfare siamo antitetici, sulla politica internazionale siamo distanti anni luce, sulla giustizia ci divide un interminabile spazio… etc…siamo decisamente due rette parallele!
    E poi che tempismo… gettare ulteriormente confusione ancor prima di fare un partito. Siamo ancora un corpo amorfo, virtuale, è da irresponsabili assumere delle posizioni così forti, oltre che inaccettabili ancor prima di fare l’ossatura del partito. Roba da matti!
    Si deve capire che abbiamo fallito perchè è mancato in noi “politologi” iul termometro popolare. Siamo stati scollati dalla società, perchè abbiamo proposto temi che investono una fetta minima della cittadinanza. E’ questa la prima motivazione. La seconda causa della nostra sconfitta è stata la forma partito. Vecchia ed inesistente. E poi il macigno del “voto utile”, del listino bloccato che nel dna socialista porta a ragionare ad excludendum, ossia a non votare.
    Bisogna ripartire da qui, ricreando un fulcro saldo, che aggiorni linguaggi, metodi e talvolta truppe, riposizionandi la piattaforma programmatica nel perimetro che ci è più consono: il lavoro, le tasche dei cittadini, decodificando le incertezze e le insicurezze della gente. Ritornaiamo a parlare di sanità, e ritorniamo a proteggere i più deboli ed a promuovere i capaci e meritevoli. Abbandonando, chiaramente, definitivamente un dogmatico laicismo fondamentalista.
    Sono questi i cambi di rotta da apportare e non la posizione geografico-politica, tantomeno verso fallimentari e d antiquate posizioni neo-massimaliste.
    La stella polare dovrà essere il riformismo(economico e sociale), accompagnato da una buona dose di autonomismo, proprio dell’esperienza e della natura del socialismo liberale.
    Cari compagni, a me che qualche dirigente comunista voglia seguirci fa piacere; ma sia chiaro, non sarà il contrario, il Partito Socialista non sposterà il proprio asse a sinistra di un millimentro, continuando ad incarnare il ruolo da protagonista nella sinistra riformista e liberale. Per un PS dinamico, moderno, corsaro ed autonomista. Dopo il congresso si penserà ad eventuali aperture pragmatiche sui programmi e non per salvaguardare la propria poltronmcina. Questo sioa chiaro, le danze sono già iniziate…
    Un abbraccio!

  49. 49 Socialista puro 2 Maggio 2008 alle 5:51 pm

    …per salvaguardare qualche poltroncina in Puglia… fanno i socialisti “maanche” i neo comunisti…(ogni riferimento è puramente casuale)…Guarda caso il leader della Rifondazione Comunista è anche il governatore della regione Puglia…coincidenza!

  50. 50 Dick Tracy 4 Maggio 2008 alle 10:56 pm

    A Dino Sportelli.
    Stiamo ballando sul Titanic e non ci accorgiamo che stiamo affondando. Boselli e Villetti vogliono curare il male di cui sono colpevoli con i pannicelli caldi: con Pia Locatelli alla segreteria.
    Di questo passo, non arriveremo al Congresso, ti pare?

  51. 51 dino sportelli 5 Maggio 2008 alle 3:47 pm

    dire che stiamo sul Titanic e’ gia’ un un buon augurio, forse qualcununo si salvera’.
    Il problema e’ capire chi ha permesso ai socialisti di poter viaggiare sul Titanic.

  52. 52 sandro notaro 5 Maggio 2008 alle 10:00 pm

    speriamo che anche le scialuppe siano bucate

  53. 53 dino sportelli 5 Maggio 2008 alle 11:27 pm

    Leggere il messaggio di Del Bue, pur interpretandolo con una certa tolleranza, spiega una delle principali cause che ha portato la esclusione dei socialisti nella nuova composizione istituzionale.
    Del Bue chiede un consiglio a noi nel momento in cui ritiene che,alla luce di un probabile fuggi fuggi dei compagni,basta una indicazione qualunque per salvare il salvabile.
    Del Bue scrive sul forum e,tramite un comunicato stampa ,che ha partecipato ed e’ intervenuto nella riunione dei radicali a Chianciano. A nome di CHI?
    Quando scrive di aver tentato di far capeggiare la Lista dalla Bonino, bisogna domandargli con quale consenso?
    Scrive di non aver avuto rispetto dai compagni dirigenti della Costituente Socialista,poteva fare un passo indietro e convocare i compagni del EX NUOVOPSI e dare la possibilita’ a chi ha volonta’ di lavorare di difendere le nostre posizioni.
    La percezione di un fallimento con il Partito Democratico, con la sua millantata esperienza, non la ha avuta quando e’ venuto a conoscenza che l’ingresso nelle liste del PD passava dalle persone di Angius e di alcuni ex diesse non certo accettabili dal Comitato postcomunista per la recente diserzione degli stessi?:
    Per tanto e, per tant’altro, credo che bisogna consigliare Del Bue a intervenire a qualsiasi manifestazione o riunione politica rappresentando se stesso.
    Dino Sportelli

  54. 54 Isabella 6 Maggio 2008 alle 12:16 am

    A Sportelli.
    Del Bue ha fatto una scelta e vediamo dovre andrà a finire. Si sta giocando una partita personale potrebbe vincere o potrebbe perdere, si vedrà. Ma che dire dei giovani Mosca di Roma e Iorio di Foggia, entrambi “leader” della coseddetta Federazione giovanile che partecipano a Chianciano, con i 1000 di Pannella e del Bue. Non è tutto. Hanno pure l’ardire di presenatare una mozione congressuale ispirata da Roberto Villetti per poi convergere sulla Pia Locatelli, per ringiovanirla Sono manovre di quattro soldi.

  55. 55 Francesco Gennaro 6 Maggio 2008 alle 1:06 am

    Finalmente la bocca della verità. Brava Isabella! E se i nostri giovani amici e compagni, che sono le pedine dell’ennesimo disegno della cooperativa, si illudono che staremo a guardare si sbagliano! Li sfideremo nei contenuti e nel dna. Non ci si può inoltre appellare al rinnovamento mozzando solo la testa di Boselli. Deve indietreggiaren tutta quella cordata che si è allineata sempre e comunque. Non ci possono essere (pseudo)dirigenti buoni per tutte le stagioni. Poi , uno vota PD a Roma(ripetutamente), l’altro va a nome del partito(gettando panico, confusione, sconforto e ulteriore perdita di credibilità) ad incontrarsi con il partito della rifondazione comunista in questo delicatissimo momento…inaccettabile!
    O si parte da quest’assunto o quella del 13 e 14 aprile non sarà stata l’ultima umiliazione per i socialisti italiani. Mi dispiace solamente tanto per Pia Locatelli, che intelligente e competente viene strumentalizzata in questo modo becero, bruciandosi tra l’altro la spendibilità di una riconferma al PE.
    Ma poi, quanti delegati prenderanno mai questi della fgs a livello nazionale?? 4,5, al massimo 6. Anche qui, èpresunzione, protagonismo ed egoismo hanno varcato e disatteso il limite affettivo x il futuro dei socialisti italiani.
    Chi vivrà vedrà…

  56. 56 a 8 Maggio 2008 alle 3:28 pm

    ma se vi ha abbandonato anche il vostro segr del bue…..state bene..battilocchio sarà neutrale per essere ricandidato…

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