di Biagio Marzo
Evangelicamente parlando, nemo propheta acceptus est patria sua, nemmeno post mortem. E’ il caso di Aldo Moro. La vicenda Moro conferma, alla lettera, ciò che recita il versetto del Vangelo. Moro è stato studente e docente illustre dell’Università di Bari, (non mettendo sul conto la sua attività politica: da segretario della Dc alla presidenza del Consiglio), ma questo non è stato per nulla un buon viatico per dedicargli l’Ateneo.
Il Consiglio delle facoltà di Giurisprudenza ha votato contro la proposta del Senato accademico di intitolare l’Università di Bari ad Aldo Moro. Inaugurata, nel 1925, da Benito Mussolini, a cui fu dedicata. Il paradosso è che la sinistra non vuole intitolarla al politico Aldo Moro, la destra conferma l’antica denominazione mussoliniana, mai abrogata ufficialmente. Non è tutto. A Bari passa la logica bipartisan tra i due schieramenti, mentre a Taranto, sede distaccata di Giurisprudenza, passa all’unanimità il cambiamento di nome. Moro al posto di Mussolini. C’era tanto bisogno di creare tanto chiasso attorno alla figura di Aldo Moro? A dire il vero, non si pensava che scoppiasse un caso, visto che era scontata la sostituzione dell’antica intitolazione. Dopotutto, il professore Moro insegnò lì, Diritto penale, alla facoltà di Giurisprudenza.
Sta di fatto che la memoria di Aldo Moro ha subito l’onta della mancata intitolazione, ma proprio di questo atto vile, si dovrebbero vergognare coloro che l’hanno compiuto.
Moro è stato vittima di terrorismo politico, negli Anni di piombo, solo e soltanto perché lottava per la democrazia, per la libertà e la crescita economica del suo Paese. Ciò per cui si è battuto fino al sacrificio, dovrebbe essere materia di studio nelle Università, invece, si insegna l’odio politico e l’odio di classe, in particolare. La vera verità è che le Università sono ancora un luogo dove piccole minoranze estremiste di sinistra e di destra tengono in scacco la maggioranza di professori e studenti e si pratica, talvolta, la lotta politica, arrivando anche alla rissa. A ben vedere, sembrano tante incubatrici di cattiva politica, di clientelismo cattedratico e anche di malaffare. Non parliamo poi di Bari, dove si sono venduti esami e lauree tanto al chilo.
In un clima avvelenato si insegna e si studia e ciò non depone bene per il Paese Italia che vuole guardare al futuro con più serenità. Dopo averne viste nei decenni passati di cotte e di crude, il ’68 dovrebbe essere morto e sepolto, sotto questo aspetto. Con l’assassinio di Moro si chiude quell’infausto periodo, ma non definitivamente, per cui sono restate lunghe code che sono dure a morire.
Laddove, oltretutto, il libero sapere dovrebbe dominare in modo assoluto. Epperò, a volte, vengono sparsi fiumi di veleni ideologici in antitesi a quella cultura che sarebbe importante insegnare per formare una classe dirigente in generale, e una classe politica in particolare. La responsabilità di ciò ricade, indubbiamente, sui docenti tuttora ancorati sia alla cultura politica che tanta gente ha mandato allo sbaraglio e in rovina, sia al cotè di “rivoluzionari” della più brutta feccia, che adesso passano da un salotto all’altro serviti e riveriti, e da una Università all’altra inviati e ascoltati da un mondo che guarda ai fantasmi del passato che non torneranno più. Ed è bene che non ritornino più, per le tante tragedie provocate.
L’ideologia e la politica, anche stavolta, hanno accecato le menti dei professori che dovrebbero essere sempre aperte e lucide.
Nei mesi passati, all’Università La Sapienza di Roma si consumò, per l’appunto, un atto illiberale: a Papa Benedetto VI fu proibito di tenere il suo discorso di fronte al Senato accademico. Sebbene siano due casi diversi tra loro, si nota da parte di docenti e discenti una intolleranza e una stupidità a quali non possono esserci giustificazioni di sorta.
In verità, negli Atenei si praticano due pesi e due misure. A Moro non si intitola l’Università di Bari, alla Sapienza il Pontefice non lo fanno parlare, mentre gli ex Br, alcuni in disarmo e altri ancora armati alla Sandalo, ex cathedra hanno licenza di discettare su tutto, con l’avallo dei Magnifici rettori e dei consigli di facoltà.
Nencini o Mancini segretaro Nazionale……
Abcdefg. Il problema non è nominalistico. E’ politico. Quale sarà la proposta politica al Congresso? Questo è il vero problema
sicuramente non dobbiamo fissarci co sta roba dell’identità socialista…
Tanto vale che finisci nel Pd, così non ci rompi più le scatole. Boselli ha tentato di allontanarsi dal socialismo e di avvicinarsi al pannellismo della Rosa del pugno, abbiamo visto che si è dovuto dimettere. A conti fatti,i socialisti non l’hanno votato.
i socialisti votano socialista!
si è visto…anche a voi portatori sani ai tempi del nuovo psi votavano stavate allo 00000,1
Che ne dite di presentare tutti noi giovani insieme una mozione in favore del rinnovamento???
che ne dite se sul post su moro si parli di moro e su quelli qui sotto si parli delle cagate dei congressi di chi ce l’ha più lungo etc.
o non li leggete manco gli articoli, shiumosi di rabbia come siete?
unico polo con ex rf e raadicali…
Abcdfg. Noi di MrSocialism non siamo stati nel NPsi, quando questo stava a destra. Informati meglio. Voi, invece, per due posti nel Parlamento europeo avete pedalato con il triciclo di proprietà dei nostri carnefici.
Ok Robi. Senz’altro rinnovamento nella continuità e non viceversa, come vogliono fare Boselli e compagni.
io voto , ho votato e voterò sempre per battillocchio
andate a vedere in questo link che ti combina nel suo paesello in collina e di cosa è capace .
E un grande e solo lui puo risollevare l’italia e il psi http://blog.libero.it/montidellatolfa/
viva sempre avanti
peccato che ha preso solo 8%…….meno male che ha cambiato il paese….
Consiglierei a chi non conosce bene l’argomento di evitare di sputare sentenze!
L’Università degli studi di Bari non ha alcun riferimento al vostro compagno mussolini! Con l’instaurazione della repubblica sono cadute sia la denominazione “regia”, sia “benito mussolini”.
La facoltà di giurisprudenza ha innanzitutto rifiutato il nome di Università del Levante, dato che il “levante” non esiste come luogo geografico definito. Io studio a Taranto ma l’intestazione a Bari mi va benissimo!
Per quanto riguarda aldo Moro, mi sembra che ci sia poca serenità nella discussione. Bari ha una profonda devozione per Moro; l’inserimento di un nome, però, è almeno inopportuno!
sono solo due le università pubbliche con un nome in italia: Federico II a Napoli e d’annunzio a pescara