Archivia per Aprile 2008

Davide contro Golia

di Biagio Marzo

Secondo il racconto biblico, Davide abbatté Golia, ma a Trieste è successo il contrario.

Il Golia - Antoine ha sconfitto Davide, ma la sfida continua e non è detto che non finisca in Tribunale. Il vecchio leone francese ha ruggito, ha mostrato i denti ed è bastato questo gesto per sbaragliare colui che aveva iniziato nei suoi confronti la caccia grossa, nei mesi scorsi. Sicché, al Leone alato è stata tolta la spina Algebris conficcata nella zampa, che procurava dolori lancinanti. Per ora.

Tutto è ritornato come prima in Generali, il pezzo migliore del salotto buono del capitaniamo italiano. Un presidente e due amministratori, un collegio di sindaci, senza la mosca tse tse Algebris, grandi profitti ed elevati compensi ai sindaci, per non parlare poi delle stock option da capogiro. A ragion veduta, il rappresentante di Bankitalia si è astenuto, così come aveva fatto in Telecom sulla medesima materia i cui criteri non rientrano in quelli fissati. Palazzo Koch non è d’accordo con il management, in generale, e con quello del Leone alato di Trieste, in particolare, ad alto costo, nel senso che sono beneficiari di utili pazzeschi. Continua a leggere ‘Davide contro Golia’

Verso il Congresso Nazionale

di Biagio Marzo

(il pezzo sarà pubblicato domani 26 aprile sul quotidiano il Paese Nuovo)

I socialisti hanno deciso di svolgere il proprio congresso nei giorni 21 e 22 giugno pv. Un’assise nazionale senza che a monte ci sia stata un’analisi sulla debacle. Il che dimostra che non c’è la consapevolezza della drammaticità della crisi. L’andazzo è quello di sempre: si stanno perpetuando i vecchi vizi di gestione e i tic politici. Come se nulla fosse successo, stanno facendo di tutto per mettere sotto il tappeto le cause della Caporetto. Il Partito socialista dovrà sorgere dopo la sconfitta elettorale e questo, epperò, non è il modo migliore per farlo. Il problema della crisi è di aver svolto la campagna elettorale senza gruppo dirigente, con una Costituente che ha prodotto convergenze occasionali su singoli problemi, non avendo avuto alcun respiro strategico. Mancava la politica e la proposta programmatica. In questa situazione anomala, Enrico Boselli si è impossessato di tutti i poteri, con la scusa di avere la goldshare del socialismo italiano, in quanto segretario Sdi. Continua a leggere ‘Verso il Congresso Nazionale’

Brevissima ma esclusiva

congresso

Un’indiscrezione: il Congresso nazionale del Partito Socialista si terrà il 21 e il 22 giugno, preceduto dai congressi sezionali provinciali e regionali.

Uno dei punti fondamentali dei congressi locali che precederanno l’evento di giugno è che vi sarà presentato un documento che spiegherà se il Congresso sarà unitario o mozionato, tecnicismo sublime che lasciamo ai vostri commenti di esperti addetti ai lavori di indagare per i lettori più novizi.

Per ora, solo una domanda, ovvia ma appassionante come poche: chi deve essere il nuovo Segretario?

Quo vadis, PS?


di Biagio Marzo

(l’articolo sarà pubblicato su l’Avanti! di domani 22 aprile)

La psiupizzazione del Partito socialista. Un déjà vu. Nelle elezioni politiche del 1972, il Partito socialista di unità proletaria non raggiunse il quorum e fu fuori del Parlamento. Così come è successo trentasei anni dopo al Partito socialista. (Dopo il disastroso risultato, il Psiup si sciolse come neve al sole e la stragrande maggioranza dei pisiuppini guidati da Tullio Vecchietti, Dario Valori e Lucio Libertini trasmigrarono nel Pci, il resto, una piccola minoranza, confluì nel Psi. Il Psiup era un costola scissionista del Psi, legata a doppio filo al Pci, tanto che approvò, nel ’56, l’invasione dei carri armati sovietici in Ungheria. Di qui, i dirigenti della corrente morandiana furono soprannominati “carristi”. Con una storia simile la sinistra socialista non poté non essere ostile al varo del centrosinistra storico e la notte di San Gregorio, l’1 luglio ’64, fu drammatica, perché fu lì il prodromo della scissione).

E poiché le disgrazie non arrivano mai sole, non crediamo che sia finita qui. Il rischio che si corre è che l’organizzazione partitica socialista, per mancanza di elettori, sparisca dalla faccia della terra. Quindi, il buon senso ci porterebbe a dire che la casa socialista dovrà essere costruita con cura e con tempi scanditi dalla politica. Peraltro, abbiamo l’esperienza della Costituente che dovrebbe farci pensare attentamente prima di convocare il Congresso nazionale al buio. Perché? Perché è stata una sorta di “Processo” di Aldo Biscardi le cui decisioni sono state prese, alla fine, da un uomo solo al comando, Enrico Boselli. Tuttavia, tanta vitalità ritrovata per la convocazione dell’Assise nazionale, per il 7 e 8 giugno pv, ci meraviglia, perché potrebbe fare la finire del cavaliere De La Palisse. Continua a leggere ‘Quo vadis, PS?’

All’ateneo di Bari si preferisce Mussolini a Moro

aldo morodi Biagio Marzo

Evangelicamente parlando, nemo propheta acceptus est patria sua, nemmeno post mortem. E’ il caso di Aldo Moro. La vicenda Moro conferma, alla lettera, ciò che recita il versetto del Vangelo. Moro è stato studente e docente illustre dell’Università di Bari, (non mettendo sul conto la sua attività politica: da segretario della Dc alla presidenza del Consiglio), ma questo non è stato per nulla un buon viatico per dedicargli l’Ateneo.

Il Consiglio delle facoltà di Giurisprudenza ha votato contro la proposta del Senato accademico di intitolare l’Università di Bari ad Aldo Moro. Inaugurata, nel 1925, da Benito Mussolini, a cui fu dedicata. Il paradosso è che la sinistra non vuole intitolarla al politico Aldo Moro, la destra conferma l’antica denominazione mussoliniana, mai abrogata ufficialmente. Non è tutto. A Bari passa la logica bipartisan tra i due schieramenti, mentre a Taranto, sede distaccata di Giurisprudenza, passa all’unanimità il cambiamento di nome. Moro al posto di Mussolini. C’era tanto bisogno di creare tanto chiasso attorno alla figura di Aldo Moro? A dire il vero, non si pensava che scoppiasse un caso, visto che era scontata la sostituzione dell’antica intitolazione. Dopotutto, il professore Moro insegnò lì, Diritto penale, alla facoltà di Giurisprudenza. Continua a leggere ‘All’ateneo di Bari si preferisce Mussolini a Moro’

Il racconto noir della Costituente socialista

di Biagio Marzo

(oggi 17 aprile in edicola sull’Avanti!)

“Scenderemo nel gorgo muti”, sarebbe, poetando Pavese, il caso di dire, dopo il mancato obiettivo della elezione dei socialisti nel Parlamento. Un fatto storico. Né possiamo consolarci che non c’è nemmeno l’altra sinistra, quella di origine comunista. Mal comune mezzo gaudio.

I socialisti sono vivi e vegeti in Europa, i comunisti sono morti e sepolti e quelli che ancora sono in vita, sono degli zombi. La nemesi storica li ha colpiti in ritardo, almeno di vent’anni. Avrebbero dovuto capire, già da tempo, che non potevano più essere comunisti, un prodotto fuori mercato, e convincersi, invece, di cambiare pelle e indossare l’abito del socialismo riformista, lasciando alle loro spalle il passato ingombrante e, peraltro, impresentabile. Un processo che sarebbe stato credibile in chiave revisionista a trecentosessanta gradi.

Vero è che non hanno voluto tener conto che erano crollati i muri di Berlino e della Prima repubblica, e hanno continuato a fare i comunisti come se nulla fosse accaduto, entrando, persino, nella stanza dei bottoni, cioè nel potere borghese, come se fosse un “pranzo di gala”, rinnegando, di fatto, l’ideologia a cui hanno dato anima e corpo. Continua a leggere ‘Il racconto noir della Costituente socialista’

Cronaca di una sconfitta annunciata

di Biagio Marzo

Che fare? Davanti a una sconfitta così vistosa e drammatica, i socialisti non dovranno arrendersi. A chi poi, non si sa. Di certo, non è stato il destino cinico e baro a portare il Partito socialista alla sconfitta. Alla luce dei fatti, piuttosto spetterà a loro e a loro soltanto continuare l’attraversata nel deserto, iniziata mesi or sono. Il cantiere aperto per la costruzione del Partito socialista di rango europeo con radici nel riformismo italiano, non può essere chiuso. Il socialismo italiano che, nel bene e nel male, ha segnato la storia del Novecento con le sue lotte economiche, sociali, civili e culturali non può morire per un risultato elettorale negativo, seppure di tale portata, che lo ha privato di avere degli eletti in Parlamento. Non avrebbe senso che i socialisti abbandonino la scena, mentre nel resto dell’Europa sono al centro dei destini di popoli e stati.

Al dunque, i socialisti sono fuori del Parlamento, non avendo eletto alcun loro rappresentante, e Boselli si è dimesso dalla guida del Partito socialista. A scanso di equivoci, una carica che nessuno gli ha mai conferito, essendo la situazione interna in regime di Costituente. Ritenendosi il solo e l’unico legittimato ad avere la goldshare socialista, ha fatto e disfatto, in solitudine, quello che ha voluto. A dire il vero, ha agito come se lo Sdi fosse la Costituente, ragion per cui il Partito socialista non doveva essere altro che uno Sdi più largo e con un gruppo dirigente, tutto sommato, scelto all’inizio della sua segreteria. Con perdite in corso d’opera: Claudio Martelli prima e Claudio Signorile e Ottaviano Del Turco in seguito, passati entrambi armi e bagagli al Pd. Solo Roberto Villetti, uno della vecchia guardia, è stato l’ombra lunga di Boselli, ha dettato i tempi politici ed è stato quello che ha fortemente condizionato la formazione delle liste, arrivando a teorizzare una sorta di “pulizia etnica” per la conservazione della razza Sdi. Il settarismo lombardiano si è fatto vivo in lui, facendo guai e danni irreparabili sul versante politico ed elettorale. Continua a leggere ‘Cronaca di una sconfitta annunciata’

Votiamo Partito Socialista

Andiamo a votare e facciamo votare il Partito socialista. Piaccia o no, è il nostro partito. Lasciamo da parte il dibattito politico interno e concentriamoci sul voto, convincendo gli elettori a segnare il simbolo socialista della Rosa europea.

Il Partito socialista non può restare fuori del Parlamento e, dio ci scampi, sarebbe la prima volta e, nel contempo, sarebbe una iattura per la democrazia e per le libertà. In special modo, in un momento in cui, vorrebbero imporre al Paese il bipartitismo coatto, uscendo dal bipolarismo personalizzato: da un lato Romano Prodi, dall’altro Silvio Berlusconi.

Un bipolarismo che ha fatto il suo tempo, e che ha saputo solo sprigionare miasmi e a scatenare odi e scontri a calor bianco. Stavolta, si sperava che la campagna elettorale avesse come cifre il fair play e l’understatement, ma, strada facendo, è stata un crescendo rossiniano di contumelie, di accessi verbali e di retorica, per colpa di Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Epperò, entrambi hanno trovato un punto in comune, il voto utile, un voto utile per il Pd e per il Pdl si intende. Gli elettori dovrebbero mandare il proprio cervello all’ammasso, diventando così, per far piacere a Berlusconi e Veltroni, degli utili idioti. Continua a leggere ‘Votiamo Partito Socialista’

Incontro a Gallipoli, domani

Incontro col Partito Socialista nelle Marche: Come in Europa

Segnaliamo con molto piacere la locandina disegnata per promuovere un prossimo incontro marchigiano e “giovane” del Partito Socialista.

Segnaliamo anche un errore nell’indicazione del ruolo di Francesco Gennaro: Francesco è “Segretario Nazionale Giovani Circoli Socialisti il Garofano”.

Siete tutti invitati a partecipare.

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