di Luciana
Cogliamo l’occasione della pubblicazione di questo articolo di Luciana per invitare anche da parte nostra i lettori del nostro blog a indicarci, nei commenti, quali sono i punti di un programma elettorale socialista cui non potrebbero assolutamente rinunciare.
Parliamo di programma, per favore. Da che mondo è mondo una casa si costruisce dalle fondamenta e non dalla soffitta. Vogliamo far nascere una forza politica che sia in sintonia con i bisogni delle persone, che risolva i problemi e non parli di aria fritta o peggio metta in campo il solito teatrino della politica. Siamo o non siamo in una fase costituente? Se la risposta è affermativa dobbiamo sforzarci tutti, giovani e meno giovani, per costruire un nuovo soggetto politico che affronti le sfide dell’oggi e del domani, consapevoli della nostra identità e della nostra storia.
Ecco perché ritengo un esercizio giocoso ma non utile quello del toto candidato premier. Sulla base di quali criteri si sceglie un candidato premier? Perché è giovane? Perché è donna? Perché è ricco? Perché è bello? Perché è seducente? Tira aria di un certo giovanilismo (vedi le scelte di Veltroni) come se la giovinezza fosse condizione di innovazione. Magari fosse sempre così!
Una cosa è certa: non esiste un premier per tutte le stagioni. Una seconda cosa certa: un premier si sceglie sulla base di una linea politica.
Parliamo allora di programma. Io non dimentico mai che il Partito socialista è nato come partito dei Lavoratori. E questo, secondo me, è un modo di accostarsi ai problemi, indipendentemente dal fatto che sociologicamente i lavoratori dipendenti siano diminuiti. Il Partito socialista è nato per lottare contro lo sfruttamento e le condizioni di lavoro malsane dei lavoratori. E’ un problema di fine ottocento? Non direi. Continua a leggere ‘Il programma socialista e le donne’

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