Archivia per Febbraio 2008

Il programma socialista e le donne

di Luciana

Cogliamo l’occasione della pubblicazione di questo articolo di Luciana per invitare anche da parte nostra i lettori del nostro blog a indicarci, nei commenti, quali sono i punti di un programma elettorale socialista cui non potrebbero assolutamente rinunciare.

Parliamo di programma, per favore. Da che mondo è mondo una casa si costruisce dalle fondamenta e non dalla soffitta. Vogliamo far nascere una forza politica che sia in sintonia con i bisogni delle persone, che risolva i problemi e non parli di aria fritta o peggio metta in campo il solito teatrino della politica. Siamo o non siamo in una fase costituente? Se la risposta è affermativa dobbiamo sforzarci tutti, giovani e meno giovani, per costruire un nuovo soggetto politico che affronti le sfide dell’oggi e del domani, consapevoli della nostra identità e della nostra storia.

Ecco perché ritengo un esercizio giocoso ma non utile quello del toto candidato premier. Sulla base di quali criteri si sceglie un candidato premier? Perché è giovane? Perché è donna? Perché è ricco? Perché è bello? Perché è seducente? Tira aria di un certo giovanilismo (vedi le scelte di Veltroni) come se la giovinezza fosse condizione di innovazione. Magari fosse sempre così!

Una cosa è certa: non esiste un premier per tutte le stagioni. Una seconda cosa certa: un premier si sceglie sulla base di una linea politica.

Parliamo allora di programma. Io non dimentico mai che il Partito socialista è nato come partito dei Lavoratori. E questo, secondo me, è un modo di accostarsi ai problemi, indipendentemente dal fatto che sociologicamente i lavoratori dipendenti siano diminuiti. Il Partito socialista è nato per lottare contro lo sfruttamento e le condizioni di lavoro malsane dei lavoratori. E’ un problema di fine ottocento? Non direi. Continua a leggere ‘Il programma socialista e le donne’

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

di Federico Petrini

Si scrive “Costituente Socialista”, si abbrevia “PS”, ma si legge “Sdi”.

Nonostante lo straordinario entusiasmo ed attivismo collegiale dei militanti, dovuto alla riaggregazione di tutti coloro che si identificano nei valori, nel programma e nella famiglia del PSE, continuano le conferme di una gestione feudale, del soggetto costituente. I dati più che confortanti, che giungono dalle adesioni e dal tesseramento non sortiscono alcun effetto in materia di pluralismo e cooperazione interna all’orbita del Partito Socialista. Il 14 luglio ed il 6 ottobre, hanno iniettato quantità ingenti di orgoglio, autonomia e determinazione. Si doveva insistere su quella linea, oggi, certamente, lo sbarramento non avrebbe rappresentato un ostacolo insormontabile.

Gli errori della combriccola di Boselli non si contano. Prima la difesa ad oltranza del prodismo. Poi la posizione del ricorso immediato alle urne. Ancora, la tiepida posizione nella questione partenopea dei rifiuti, con annessa, la difesa del governatore Bassolino. Senza dimenticare, ovviamente le derive laiciste, quale stella polare programmatica e comportamentale. Nessuno è in grado di dare lezioni di ortodossia. Bene, dunque, malgrado i continui autogol della nomenklatura Sdi avessero azzoppato la spinta propulsiva della Costituente, si decide di chiudere un occhio e proseguire. Sperando che l’Enrico nazionale si ricordi di consultare e dar conto ad altri dirigenti, alle differenti sensibilità ed alle periferie, che sonocertamente su una linea dissonante dalla sua.

Purtroppo non è stato così, ad oggi il PS è ostaggio dell’establishment Sdi, che crede di fare e disfare a proprio piacimento. La progressiva destituzione dei tavoli nazionali, la latitanza di dibattito interno tra i dirigenti nazionali, la mancanza di efficacia mediatica, il continuo vittimismo pro-PD e l’autocandidatura a premier, la dicono lunga sulla mancanza di democrazia tra i Socialisti. Per non parlare del sito “condiviso ed aperto”, che rappresenta la fotografia lampante della situazione in atto e del motivo ricorrente.

Oggi, all’incontro odierno nella capitale(organizzato chissà quando, ma ufficializzato soltanto un paio di giorni fa), sembra che il coordinatore della costituente abbia definitivamente sposato(tirato per la giacca da ogni parte di Italia e condizionato dai niet di tutte le formazioni politiche consultate) la linea dell’autonomia, che certamente in condizioni meno sfavorevoli, egli non avrebbe scelto. Pertanto, il Partito Socialista, sulla scheda elettorale con la propria identità e col proprio simbolo. Tutti contenti, quindi. Ma quando inizieranno questi signori ad adottare la sacrosanta collegialità che la Costituente Socialista avrebbe previsto e garantito? Quando inizieranno a smetterla con i continui silenzi, cui seguono consueti colpi di mano filo-sovietici? Attenderemo le prossime ore ed il criterio di selezione delle candidature e dintorni. Se non cambierà musica, gliele inizieremo a cantare dal 15 aprile. A buon intenditor, poche parole.

Chi è il tuo candidato premier ideale?

Un invito, un sondaggio: scrivete qui, nei commenti, e senza alcun pelo sulla lingua - firmandovi, anonimi, firmandovi col nome di un vostro amico intimo, come vorrete - quale sarebbe il nome del vostro candidato premier, socialista, ideale. Siamo molto curiosi di sapere se il nome corrisponde a quello che abbiamo anche noi in mente.

Inoltre, perché non ci scrivete anche le vostre preferenze per i candidati socialisti capolista nella vostra regione?

I veri problemi di Telecom

di Biagio Marzo

Presi dai tanti problemi di Telecom, si è messo da parte, a torto e a ragione, il suo debito. Una cosa non di poco conto che è venuto fuori in tutta sua drammaticità in quest’ultima settimana, sebbene si dica in giro che tutto sia sotto controllo e non ci siano piani nascosti di ricapitalizzazione. L’ad, Franco Bernabé, in proposito, sprizza sicurezza da tutti i pori e non può fare altro per non creare ulteriori problemi in Piazza affari e per non essere sotto tiro dell’Antitrust. Nello stesso tempo, ha escluso eventuali ipotesi di aumento di capitale, anche perché con questi chiari di luna sarebbe difficile. Per le banche soprattutto. Per uno studio commissionato da Mediobanca questo problema sarebbe risolto in qualche misura: 4 miliardi di euro potrebbero essere raccolti senza ricorrere a un aumento di capitale.
E’ un momentaccio, infatti non è stato d’aiuto nemmeno la separazione della rete d’accesso in una divisone chiamata Open Access. Talaltro, un nodo da sciogliere quanto prima per il fatto che è ancora in alto mare, ovverosia in discussione.

Alla luce di ciò, diventa problematica per il nuovo vertice scegliere la via d’uscita dalla crisi e, nello stesso tempo, gettare le basi della crescita. Ragion per cui, si aspettano le sue prossime uscite per capirne di più.
Non dello stesso parere sono i sindacati che temono il degrado industriale e nuovi tagli occupazionali, dovuti alla crisi finanziaria. Gli effetti negativi, del resto, si sono visti in Borsa: il titolo ha avuto un crollo senza precedenti, destando grandi preoccupazioni all’interno dei nuovi gruppi acquirenti( Telefonica, Intesa, Mediobanca e Generali e Benetton) e degli obbligazionisti. E, guarda caso, è previsto, nei prossimi giorni, un incontro di quest’ultimo gruppo con l’amministratore delegato di Telecom. Continua a leggere ‘I veri problemi di Telecom’

Solo il Pd non sa con chi stare in Europa: noi puntiamo sulla nostra identità forte

gianni de michelisdi Gianni De Michelis

La decisione è presa: come prevedibile fin dall’inizio, sulla scheda elettorale ci sarà il simbolo del Partito socialista. La ragione è molto semplice e corrisponde con la scelta che ha permesso un anno fa di rimettere assieme non solo i vari spezzoni derivanti dalla diaspora dell’inizio anni ’90, ma anche di tutti coloro che avendo seguito la traiettoria postcomunista, hanno ritenuto che l’inevitabile conclusione di tale percorso dovesse essere rappresentata dalla sponda del socialismo di stampo europeo.

Sarebbe strano infatti che accettassimo ora quello che abbiamo rifiutato un anno fa, e che è stato il motivo di quel balzo in avanti che per anni non era stato possibile. Correremo da soli, vista la posizione di Veltroni, che ritiene compatibile con l’identità programmatica del Partito democratico il collegamento con Di Pietro, ma non quello con i socialisti.

In un certo senso, personalmente, posso capire le ragioni del no di Veltroni; accettando un collegamento con un simbolo socialista egli avrebbe dovuto accettare anche le ragioni della nostra scelta, e quindi, per converso, ammettere l’esistenza dell’insanabile contraddizione che mina la sua nuova formazione, fin dalla nascita. Continua a leggere ‘Solo il Pd non sa con chi stare in Europa: noi puntiamo sulla nostra identità forte’

Giovani socialisti a confronto

di Treccia

E’ l’ennesimo sgarbo nei confronti dei giovani che credono alla Costituente, ma che non sono d’accordo di avere al vertice del futuro Partito socialista e della Federazione giovanile una nomenklatura inamovibile, buona per tutte le stagioni. Chiediamo scusa a quei compagni che in buona fede danno ascolto ai vecchi e giovani marpioni che pensano di fare i furbi, parlando di socialismo per poi continuare a essere attaccati al potere come la cozza allo scoglio.

A Bari, si è svolta lo scorso 17 febbraio una manifestazione: “Giovani socialisti a confronto”. Una bella iniziativa, di questi tempi di riflusso politico è grasso che cola, ma l’ennesima riunione fatta in casa Sdi e Fgs, senza aver allargato l’invito alla partecipazione al resto della Costituente. Non è la prima volta che questo accade e speriamo che sia l’ultima. Se Sdi e Fgs lo facessero ancora in solitudine, pensando di essere i padroni del vapore, il risultato elettorale del Partito socialista sarebbe penalizzato. In verità, i giovani, nella manifestazione, non hanno dato uno bello spettacolo politico, tutto sembrava meno un confronto aperto, visto che sono volati gli stracci per un ipotetico strapuntino parlamentare. A ben pensarci, giocano a perdere, perché presi da un egoismo personale che antepongono agli interessi di partito. Il che dimostra che non c’è più militanza politica, non più emulazione e meritocrazia. Tre categorie che nella politica della sinistra d’antan era una sorta di stella polare, dato che i partiti erano considerati una scuola di vita. Continua a leggere ‘Giovani socialisti a confronto’

No Sat #4 - Il nostro candidato sindaco a Roma

grilll3.jpg

Oggi potete leggere sul portale del Partito Socialista la notizia che annuncia la possibile candidatura di Franco Grillini a sindaco di Roma.

Certamente l’alternativa socialista a Rutelli cercherà di dare veramente voce ai laici, senza illusorie promesse o falsi moralismi. La riscossa laica può partire da Roma?

L’infedele

gad lernerdi Biagio Marzo

(in risposta alla sollecitazione di Luciana, pubblicata su Mr. Socialism nei giorni scorsi)

La damnatio memoriae è dura a morire, per i socialisti vivi e morti. Nella ricostruzione storica della vita politica della Prima repubblica, fatta nella trasmissione L’Infedele, i socialisti sono stati cancellati, come se non avessero contribuito alla costruzione della democrazia italiana. L’Infedele è una trasmissione sulla 7 condotta da Gad Lerner, un giornalista schierato con il Partito democratico con un passato politico un po’ girovago: dal movimento di Lotta continua al Partito democratico, liquido per eccellenza. Le sue trasmissioni sono schierate come per copione. Epperò, non è per nulla una mosca bianca nel panorama dei mass media. Le trasmissioni di contenuto politico delle altre reti non è che politicamente sono neutrali, o, meglio ancora, al disopra delle parti, anzi. In effetti, si muovono di pari passo, portando ognuna acqua al proprio mulino, pardon, al proprio padrone politico.

Nell’antica Roma, la damnatio memoriae indicava un tipo di condanna consistente nell’eliminazione di tutte le memorie e i ricordi dei condannati che si erano resi rei. Diciamo che era una pena esemplare impartita ai nemici di Roma.e del Senato. A ben vedere, la medesima condanna si vorrebbe impartire nei confronti dei socialisti. Politicamente, alcuna lista elettorale vuole apparentarsi con il Partito socialista e storicamente alcun leader socialista viene menzionato come protagonista della Prima repubblica, come visto nella trasmissione di Lerner. Come se il socialismo e suoi dirigenti avessero commesso crimini che sarebbe meglio cancellarli dalla faccia della terra. Strano a dirsi, i fascisti e i comunisti, viceversa, fanno parte della storia patria e sono la centro della vita politica, quando dovrebbero, invece, vergognarsi per aver professato e praticato delle ideologie portatrici di tragedie umane. Continua a leggere ‘L’infedele’

Macellata l’Italia dei due polli, pardon poli

di Francesco Gennaro

Eppur si muove. Si e’ conclusa dunque un’altra grottesca, delirante ed inquieta settimana politica.

Il dato che si coglie in maniera inequivocabile ed ineludibile e’ la definitiva archiviazione del bipolarismo bastardo e muscolare all’italiana. Un impianto vizioso e coatto che ha generato sinora due tifoserie contrapposte, prive di spinta propulsivo-programmatica e che si sono rincorse piu’sul gossip e su show teatrali, che sul terreno della proposta politica.

Cosi’, dopo l’annuncio del delfino di Almirante di sciogliere e dissolvere il proprio partito, negando, sconfessando e ripudiando nel merito le ragioni della nascita e dell’esistenza della fu “Alleanza Nazionale”(a chiaro vantaggio della Santa Danielona nazionale); il forlaniano Pier attua una netta e definitiva cesura con l’asse Neo-con nordista, decidendo di entrare nel Caltagirone dantesco dei terzopolisti. A girandola, i portavoci del Padre, Don Bondi e Don Bonaiuti, anticipano l’evoluzione del Cav, dirigista e disciplinato, mai piu’ clemente ne’ casinista. Continua a leggere ‘Macellata l’Italia dei due polli, pardon poli’

E’ finito il ciclo delle allenze. E Formica lo sa

null

di Biagio Marzo

Proprio in questo periodo straordinario, non a caso c’è stato lo scioglimento del Parlamento e, di conseguenza, le elezioni anticipate, la vita politica non dovrebbe prevedere per i socialisti scorciatoie, e men che meno dovrebbe guardare al passato, cioè alla Prima repubblica fatta di storie irrepetibili per la presenza di partiti di forte e chiare ideologie . Sono tempi anomali in cui le istituzioni contano un fico secco, tanto è vero che c’è il disegno di far sparire dalla faccia della terra i partiti piccoli annientati da quelli maggiori, Partito democratico e il Popolo delle libertà, senza aver fatto approvare una legge elettorale ad hoc in Parlamento. L’operazione tenderebbe alla semplificazione del sistema dei partiti in cui i grandi fanno la parte del leone. Il paradosso è che sono le piccole formazioni i portatori dei mali italiani: guidati da una “casta” e, per di più, in tempi di vacche magre, di essere dei mangiasoldi pubblici. Per non parlare dell’accusa, rivolta sempre ai partiti, di essere trasformisti e ricattatori. Basta e avanza.

Una delle vittime designate è senz’altro il Partito socialista italiano. Al che, Rino Formica si è ribellato e ha sotterrato lascia di guerra, arrivando perfino a proporre la “guerriglia” contro coloro che hanno proposto la morte dei “nanetti” tra cui il suo partito. Sembrerebbe più un atto della disperazione che un ragionamento politico improntato sulla costruzione del Partito socialista, Ciò si deduce chiaramente dalla conversazione di Rino Formica rilasciata al Riformista. Cosa ha proposto come antidoto al disegno politico per scongiurare la fine dei partiti ? “Tutte le forze laiche,socialiste, radicali stringano con la sinistra disponibile un patto tecnico di alleanza, ognuno con un simbolo, così come richiesto dagli stringati vincoli della legge elettorale”. Una sorta di neo fronte popolare per parare il colpo. L’immaginifico Formica fa bene a prendersela contro i fanti di casa propria troppo attardati al prodismo morente, ma dovrebbe lasciare in santa pace i santi, ossia quei socialisti che credono ancora al socialismo riformista e autonomista. Una sua antica conoscenza tanto che ne è stato, negli anni Ottanta, uno dei leader.

Vero è che la proposta formichiana è da scartare a priori, avendo un profumo antico da fronte popolare del ’48 e da blocco anti legge truffa del ’53. Dei due periodi, c’è da scegliere a seconda il gusto storico e politico. Continua a leggere ‘E’ finito il ciclo delle allenze. E Formica lo sa’

Pagina Successiva »


Socialisti Il Garofano - “Hello, Mr. Socialism” piazza del Popolo, 18 - 00187 - ROMA - tel: 06 36 71 22 47 - 06 36 71 23 24 fax: 06 36 71 24 00

Feed RSS