
di Biagio Marzo
L’Alitalia vola in un cielo pieno di nuvolaglia, la qualcosa, in verità, non depone bene per la sua cessione. In più, si è messo di mezzo il mondo politico per ingarbugliare ancora di più le carte. All’interno della maggioranza di governo gli interessi sull’Alitalia sono di varia natura e non facilitano, naturalmente l’operazione salvataggio. Con il passare dei giorni, oramai siamo al tempo scaduto, si rischia la bancarotta, visto che le stanze del potere romano sono paragonabili a quelle di Bisanzio. Ma c’è di più. I politici hanno scoperto un amore smodato nei confronti dell’Alitalia ma non si capisce se è vero amore disinteressato o interessato. Ad esempio, Francesco Rutelli si batte, da tempi non sospetti, affinché Alitalia abbia una partnership con una compagnia asiatica di primaria importanza.
Ma dal dire al fare c’è di mezzo il mare, in questo caso gli oceani. Nel senso che è facile dire Asia, ma dire con chi il vettore italiano si debba unire e che cosa debba fare per ritornare a essere competitivo, questo non c’è lo dice. A dire il vero, è un modo di fare curioso e, nello stesso tempo, non aiuta l’Alitalia. Anzi. Così come la strana storia del soccorso rosso del gruppo Quantum di George Soros che avrebbe lanciato un’offerta per l’Alitalia attraverso i fondi Evergreen e Thl. Sulla misteriosa vicenda sta indagando la Procura di Roma e, finalmente, si sta svegliando dal lungo torpore la Consob, per aver avvisato ipotesi di aggiotaggio e turbativa d’asta. I Pm vogliono vederci chiaro sulla lettera, ricevuta da Maurizio Prato, presidente di Alitalia, secondo cui il gruppo Soros era interessato a rilevare il 49,95 della compagnia di bandiera italiana, facendo, comunque, intendere che si sarebbe tirato dietro la Singapore Airlines. La quale ha confessato che neanche a morire è stata mai interessata all’Alitalia. Chiaramente, è stata fatta una manovra di disturbo con lo scopo di manipolare il mercato. Chi ha fatto la politica dello struzzo finora è stata, come detto, la Consob la quale non ha messo becco su tutto ciò che accadeva attorno all’Alitalia. Probabilmente, era in tutte tutt’altre faccende affaccendata. Sulla vicenda, la magistratura inquirente ha fatto bene ad aprire un inchiesta, purché si scoprano gli speculatori. Già nel passato ci fu di mezzo Soros, in particolare, quando, nel ’92, mise mano a una operazione di speculazione al ribasso sulla lira, intascando un profitto del 560%. Successivamente, nel 1997, il finanziere americano di origine ungherese fu iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma, per scoprire “se influenti italiani hanno operato illegalmente dietro banche e speculatori, quando questi investirono capitali colossali contro la lira, provocandone l’uscita dal Sistema monetario europeo(Sme) e una svalutazione di circa il 30%”. Dopo due anni di indagini, l’inchiesta finì in una bolla di sapone, ragion per cui, fu archiviata. Dunque, Soros è una antica conoscenza della Procura romana. Così come, sono note le sue relazioni italiane che vanno da Carlo De Benedetti a Romano Prodi e da Francesco Rutelli sino a Marco Pannella. Come visto, amicizie sul versante della maggioranza di governo. Tuttavia, il mondo politico, come detto, è diviso trasversalmente tra coloro che sono pro Air France e altri per AirOne. Costoro hanno issato la bandiera dell’italianità, ma sotto sotto anche per favorire Intesa San Paolo alleata di Carlo Toto, Per inciso, la banca è legata a doppio filo a Palazzo Chigi. Mentre l’ad, Corrado Passera, si sta battendo come un leone per l’acquisizione da parte dell’AirOne di Alitalia, il presidente del comitato di sorveglianza, Giovanni Bazoli, è muto come un pesce. Il che significa che non vuole mettere il difficoltà il suo gemello politico, cioè il presidente Prodi nel caso che questi scegliesse la compagnia francese o facesse una scelta opposta. Nel frattempo,
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