Finalmente possiamo presentarvi, naturalmente in anteprima, il logo dell’associazione che abbiamo costituito perché sia il posto più naturale per far incontrare le nostre idee e la nostra passione. Eccolo, e fatevi avanti nel farci sapere se vi piace.
Archivia per Ottobre 2007
di Gianni De Michelis
Dopo un giovedì che è trascorso tra sconfitte a ripetizione al Senato, la misura è colma. Di fronte a un panorama caratterizzato da un Vietnam parlamentare e da uno scontro senza regole all’interno dei gangli istituzionali più delicati, occorre giungere a decisioni chiare e definitive prima che il contagio provochi una drammatica ed irreversibile crisi istituzionale.
Per la società politica diventa un obbligo imprescindibile tirare le conclusioni di una situazione che parla un linguaggio inequivocabile e, dispiace dirlo, in questo caso tirare le conclusioni per il governo Prodi significa “tirare le cuoia”. Insistere a volerlo tenere in vita di fronte al crescente movimento centrifugo di ormai tutte le componenti della variopinta maggioranza che fino a ieri lo sosteneva, ha solo il sapore di un vero e proprio accanimento terapeutico.
Bisogna affrontare, alla luce del sole ed in modo trasparente, l’alternativa che si pone di fronte al sistema politico: o prendere atto della situazione e decidere senza indugi di tornare alle urne, ovviamente con la medesima legge elettorale con la quale abbiamo votato nel 2006, o costruire le condizioni di compromesso necessarie a dare vita ad un governo di transizione, inevitabilmente bipartisan, con almeno l’appoggio delle forze più importanti dell’attuale maggioranza e dell’attuale opposizione, con il compito non solo di provvedere ad una modifica della legge elettorale, ma anche di creare le condizioni per un controllo delle tendenze centrifughe che dilaniano l’intero apparato istituzionale. Per quello che ci riguarda non ci sono dubbi: l’interesse del Paese coincide con la seconda opzione.
di Antonio Cillo - segretario del Nuovo Movimento Giovanile Socialista della Provincia di Lecce
(in risposta a questo post)
Leggiamo che nella scorsa riunione, quanto mai deserta, tenutasi a Bari, è stato deciso il numero e i nomi dei costituenti e, per di più, la messa in cantiere, nel mese di novembre, della “Costituente socialista day”.
Sommessamente, invitiamo gli “agit-prop” di calmarsi e di essere meno solleciti del solito a prendere iniziative estemporanee fino a quando a Roma, e non a Bari, non si siano fissati i criteri e le regole del gioco. Chi crede di costruire uno Sdi largo e una Federazione giovanile a sua immagine e somiglianza si sbaglia di grosso.
I problemi sono altri, a ben vedere. A quando, invece, la discussione politica e programmatica? In Puglia, bisognerebbe discutere di molte cose tra cui il ruolo dei socialisti negli enti locali e nel governo della Regione Puglia. Una volta per tutte bisogna uscire dalla politica minimalista e soffermarsi di più sulla elaborazione di idee forti e sulla costruzione di una politica alta.
Vero è che la Costituente socialista nazionale manca di appeal e, comunque, non facciamo di quella pugliese una cosa inutile. E non sia mai ridicola.
A nostro modesto parere, bisogna cambiare musica e musicanti, ovverosia ripetere l’esperienza del Midas, cambiando gruppi dirigenti e linea politica. Un processo di discontinuità occorre da subito,altrimenti tutto l’entusiasmo di questi mesi finisce in una bolla di sapone. Anche noi dell’ex NFgs, che abbiamo lavorato in questi mesi per costruire un movimento giovanile di nuovo conio che producesse politica e non pastette, stiamo perdendo la fiducia nei confronti di come la Costituente sta procedendo.
Dite qualcosa di socialista, di nuovo e dimostrate di essere all’altezza del compito che volete ricoprire, vi prego!
di Alvise Marzo
Se andaste a vedere, cari compagni del sito, l’ultimo film horror di Dario Argento, sarebbe niente in confronto a quello che vedo in questo nuovo Partito Socialista.
Idee? Forza di cambiare? Innovazione? Zero. Peccato, perchè le buone prospettive c’erano, ma poi pian piano le abbiamo viste scomparire.
Da umile compagno ho visto ricomporsi non un nuovo partito ma, a mio malincuore, un nuovo Sdi, fatto di piccoli personaggi che vorrebbero crescere ma restano nel loro angolo di fronte alla politica nazionale.
A livello giovani sono stato molto deluso da mancanza, non tanto di idee, ma di umiltà e valori. Sapete che un giovane quando si iscrive ad un partito, gli nasce dentro una voglia strana “di farsi sentire” e di “creare qualcosa di buono”, cari compagni ora vedendo le misere tarantelle che stanno svolgendo all’interno delle giovanili socialiste tutto quell’amore verso la politica si è trasformato in odio.
Mormorano, confabulano, giocano, scherzano, ti umiliano. In poche parole ti tolgono la passione.
Io parlo di quelli che si fanno chiamare compagni, ma poi non sanno neanche cosa voglia dire questa parola, che un tempo significava fratelli fino alla fine.
Hello Mr. Socialism nasce per persone che vogliono scoprire e fare una politica altruista, nuova, da competizione e non fermandosi ai pensieri mediocri e burocratici di una politica ammuffita da truffette all’italiana.
Una politica che avvicini i giovani e non li scansi, che li faccia parlare, esporre le prorprie idee e riesca a capire i biosgni.
Ormai con un Partito Democratico da una parte, e Berlusconi dall’altra, bisogna essere competitivi, creando una nuova immagine per i socialisti e cancellando dalla mente delle persone un marchio che ci siamo portati per quindici anni.
Attraverso le idee del passato si può costruire il futuro portando con noi un bagaglio di riformismo.
Nel convegno di Roma ho sentito parlare di famiglia e redditi, sicurezza per la flessibilità, laicità, impresa e ricerca. Ma non con passione.
Chi è Mr. Socialism? Lui è questa passione di socialismo sfrenato che ti fa fare la trasferta in giro per l’Italia per sentire parlare i nostri rappresentanti, o è quando stai sveglio tutta la notte per leggere o ripetere un discorso, o che ti fa produrre adrenalina, che ti fa sognare…
Compagni, se non ci faremo sentire tutto questo sarà vano e spero che nessuno voglia aspettare altri quindici anni. Le nostre idee vanno dette e non censurate.
Se potete e se ve la sentite, scrivete, ognuno di voi, un articolo su ciò che non vi sta bene, e che cambiereste in questo partito. Facciamoci sentire, chiedendo a gran voce: POLITICA, POLITICA, POLITICA!!!!!!!!!!!!
Verso il Costituente Socialista Day
Pubblicato 28 Ottobre 2007 costituente socialista , eventi 0 CommentiConclusioni della riunione svoltasi presso la saletta della Regione il 22/10/2007.
I Consiglieri regionali, i Segretari regionali e provinciali dei Partiti Socialisti, il Presidente della Fondazione Di Vagno, una rappresentanza dei Compagni ex DS e Radicali si sono riuniti a Bari per attuare una serie di iniziative politiche ed organizzative finalizzate alla diffusione del programma del nuovo Partito Socialista ed alla sua rappresentatività sull’intero territorio regionale.
Tali iniziative consistono in:
- Costituzione nel gruppo unico Socialista nelle province, nelle città capoluogo, ed in tutti i comuni della Regione Puglia;
- Utilizzo in tutte le sezioni e le sedi di federazione del nuovo simbolo;
- Organizzazione di una unica sede regionale del Partito Socialista Pugliese;
- La programmazione di un “COSTITUENTE SOCIALISTA DAY” da celebrare entro il mese di Novembre in tutte le province, in una data uguale per tutti, per discutere con i cittadini il programma politico e le nuove forme del Partito Socialista.
Sull’immobilità sociale
Pubblicato 26 Ottobre 2007 Socialisti online , francesco gennaro , giovani 0 Commentidi Francesco Gennaro
Purtroppo la “mobilità sociale”, una parola difficile, che in Italia quasi non esiste. E non è una bella scoperta. Nel nostro Paese, il 40% dei figli, fa lo stesso lavoro del padre. Solo uno su 10 è “mobile”, nel senso che cerca la propria strada autonomamente. Indice, peraltro, che denota palesemente l’esistenza stagnante di una logica corporativista.
Ma i concetti di mobilità e flessibilità sono ben altro rispetto alla precarietà, messaggio che invece una “Cosa rossa” vuol far passare alla “vulgata di bamboccioni” per meri fini elettorali.
La condizione di decantata precarietà, che oggi va tanto di moda nel mondo radical-chic, non è da ricercare solo nelle lacune della legge Maroni (lungi dal farla passare quale Biagi), nell’omissione degli ammortizzatori sociali; ma tale inadeguatezza sociale proviene da molto lontano, già dall’impianto didattico che incontriamo nella fase adolescenziale e via crescendo e da una concezione sociologico-generazionale che è incline talvolta alla fannulloneria ed alla staticità.
Le nuove professionalità non si formano certo a scuola o almeno non solo e non tutte a scuola. Istituzione, che però non è in grado di inseguire il turbinio delle novità che ogni giorno irrompono nel mondo del lavoro. La scuola dovrebbe avere il compito strategico di insegnare oltre al “sapere universale” (quello umanistico ed immutabile), soprattutto la capacità di governare il cambiamento, fermo restando che non si può insegnare il futuro, poichè il futuro non si può prevedere, ma si costruisce; fornendo, pertanto, strumenti idonei a codificare scenari prossimi.
La cultura del cambiamento, della mobilità, dell’internazionalità e dell’interdisciplinarietà, divengono quanto mai necessarie per dotarsi di una specializzazione flessibile in un mondo in rapido e continuo mutamento.
di Biagio Marzo
All’improvviso, la corrazzata Generali è stata colpita dal siluro sganciato dalla corvetta inglese Algebris Investiments. La quale le ha contestato la struttura anomala, l’incerta prospettiva del piano industriale, il conflitto di interesse con Mediobanca e le elevate remunerazioni, tra cui le stock option, del vertice guidato dal presidente Antoine Bernheime, Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot. Strano a dirsi, l’effetto in Piazza Affari è stato positivo; a quel momento il titolo del Leone alato di Trieste ha avuto un balzo rialzista.
Vale la pena dire che il fondo hedge è inglese, epperò fondato dall’italiano Davide Serra e dal francese Eric Halet. Entrambi i finanzieri possiedono l’1% di Generali, sebbene in questo momento abbia un peso molto maggiore. Dopo la lettera-siluro, hanno aperto ad ampio spettro le consultazioni alle quali non vogliono sottrarsi neanche a morire i vertici della compagnia triestina. Era nell’aria che volavano le “locuste”, ovverosia i fondi hedge. Tuttavia, non di capiva di quale specie erano, fino a quando non si è visto che erano di nazionalità inglese per il solo fatto che Algebris ha sede a Londra.
Di fatto, le mani che li muovono sono franco - italiane. Siamo stati facili profeti quando abbiamo detto che la squadra navale Generali, Telecom Italia e Rcs Media Group con a capo l’ammiraglia Mediobanca(controlla il 15% di Generali) avrebbe navigato in acque agitate, per via del fatto che la compagnia triestina è alle prese con il suo assetto interno( dovrebbe nominare il nuovo vice presidente, dopo che Bankitalia ha fissato l’incompatibilità per chi siede nel consiglio di sorveglianza di partecipare anche al consiglio di gestione. Ma anche di sedere nel cda delle società “partecipate o collegate”.
Fuori il vice presidente Gabriele Galateri per volere della cordata francese per la quale ha parlato Tarak Ben Ammar, nemmeno Cesare Geronzi può sedere a quel posto a questo punto. Peraltro, voluto a quella poltrona dai francesi), Telecom Italia passa di mano: dalla finanziaria Olimpia guidata d Marco Tronchetti Provera alla holding Telco con a capo il socio industriale spagnolo Cesar Alierta, numero uno di Telefonica, infine, il gruppo Rcs Media Group è diviso tra chi sostiene la permanenza in Via Solferino del direttore Paolo Mieli e chi è contrario come Giovanni Bazoli, sostenuto in questa richiesta a debita distanza, senza apparire, da Romano Prodi. Basta e avanza. Resta il fatto che non è un momento di bonaccia per il salotto buono del capitalismo italiano. Anzi tutt’altro.
Dopo la fusione di Unicredit con Capitalia, Banca Intesa, convolata a nozze con San Paolo Imi, pensava di aver vinto la partita della sua vita. Aveva calcolato che mettendosi al centro del crocevia del sistema bancario il mondo economico e politico avrebbe dovuto fare i conti con lei, ma si è dovuta ben presto ricredere, trovandosi di fronte al nuovo colosso bancario di Alessandro Profumo. Tuttavia, la cosa più preoccupante è il fatto che la somma delle quote di Unicredit e Capitalia in Mediobanca tocca il 18% e per l’Antitrust è troppo.
Continua a leggere ‘Il leone fa ancora paura?’
Forse il prossimo scoop (ad uso di chi ci creda)
Pubblicato 25 Ottobre 2007 eventi , giovani 0 Commentidi Carlo Pinto
Walter Veltroni forte del consenso popolare ottenuto con le primarie, ha dichiarato di non aderire all’ Internazionale Socialista ed al gruppo Socialdemocratico del Parlamento Europeo e di non riconoscere il suo progetto di Partito Democratico compatibile con nessuno dei Partiti presenti nel Parlamento europeo.
Da questa verifica nasce in Veltroni l’idea di un referendum popolare per chiedere agli italiani di abbandonare l’unione Europea e quindi chiedere agli USA l’annessione del territorio Italiano.
L’eventuale vittoria referendaria semplificherebbe l’invenzione di un programma per il PD avendo a disposizione quello immodificabile ed inviolabile degli USA, darebbe agli Italiani il Dollaro in sostituzione dell’Euro ed invece di essere gli Italiani ad espatriare negli USA sarà finalmente l’USA a venire in Italia.
Per vincere il Referendum Veltroni può contare sul pieno appoggio del Vaticano che avrebbe l’occasione di punire l’Europa per non aver accettato nello statuto il primato della religione Cristiana.
I Socialisti Italiani si opporranno alla scelta anti-europeista di Veltroni ed al Referendum voteranno contro perché è più conveniente trasferire Veltroni in America piuttosto che trasferire l’America ed il modello USA in Italia.
Notizia acquisita mediante seduta medianica.
Scheletri nell’armadio - Firenze val ben una messa
Pubblicato 23 Ottobre 2007 Socialisti online , appelli , eventi 2 CommentiAggiornamento:
Questo post, che non è esattamente un coniglio tirato fuori da un cilindro, è stato composto dai nostri amici socialisti raccogliendo i giudizi e le sensazioni di compagni presenti al convegno di Firenze, e anche della moltitudine di compagni che non vi hanno partecipato. Chiunque voglia esprimere un parere, anche nettamente contrario a quanto detto qui, è liberissimo di farlo democraticamente nei commenti, come in ogni blog libero che si rispetti.
A Firenze, i dirigenti dei movimenti giovanili socialisti non hanno dato un bell’esempio politico e, peraltro, non hanno fatto una bella figura: non è scaturita alcuna idea politica. O, meglio dire, un programma per il mondo giovanile. Affaccendati come erano a scrivere l’organigramma di potere per la loro sistemazione personale (si fa per dire), non hanno minimamente pensato che fuori dalla sala, dove si svolgeva la kermesse, c’è un mondo di giovani che aspetta di essere chiamato alle “armi” per combattere battaglie politiche a favore del socialismo liberale e riformista.
Di fatto, hanno dato una dimostrazione di essere un piccolo movimento burocratizzato che si muove come se avesse le pastoie, patoie di potere. Facendo politica in tal modo, stanno sprecando una occasione storica. E comunque, non possono stare fermi a guardare quello che succede nel caleidoscopio giovanile. Non capiscono che devono andare dai loro coetanei a confrontarsi sul terreno politico, a discutere dei loro problemi e a parlare di socialismo. Non possono pensare che questi vengano, spontaneamente, nella sede della federazione giovanile per iscriversi.
A Firenze, è stato varato un organismo gerontocratico ed oligarchico che grida vendetta al cospetto di Dio. Una troika incanutita dovrebbe tirare il band wagon giovanile.
Bisogna avere una faccia tosta, come quella che hanno i nostri dirigenti nazionali, a restare al vertice del movimento avendo una età matusalemmiana. mentre molti giovani socialisti operano senza sosta nelle scuole, nelle università e “nei campi e nell’officine” per dirla con Guccini.
Di grazia, a questa nomenklatura simil Komsomol, chi ha concesso il potere di varare il nuovo assetto della federazione giovanile socialista? Sembra una operazione verticistica calata dall’alto e non una operazione di base, la cui dialettica dovrebbe selezionare un vero gruppo dirigente. Il confronto politico è una cosa seria e non può essere fatto in modo estemporaneo, tagliando fuori la stragrande maggioranza dei giovani socialisti che non hanno partecipato all’incontro di Firenze. Quello che è nato già puzza di cadavere. Insomma, deve essere cancellato l’organigramma perché è antidemocratico e non è, comunque, rappresentativo. Ci vuole un congresso nazionale vero fatto con i santi crismi della politica. Come diceva Gino Bartali, è tutto da rifare.
Cari giovani dirigenti socialisti, di questo passo, secondo noi, non si fanno gli interessi del futuro Partito socialista e della Federazione giovanile socialista, bensì i propri, stando a quanto è stato deciso in quel di Firenze. Infine, mentre voi siete per la politica alta di Palazzo, noi, viceversa, per quella di strada per rilanciare le benedette idee socialiste. Questo è quanto.
Nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Consiglio Regionale e dalla Teca del Mediterraneo a margine della Mostra Gli anni della Repubblica in corso di svolgimento nel Castello Svevo di Bari, il ciclo delle conferenze affidate alle Fondazioni storiche e culturali sul ruolo dei partiti politici nella Costituente si concluderà venerdì 26 ottobre alle ore 10,30 con l’incontro dedicato al ruolo dei socialisti, il primo partito della sinistra nelle elezioni della Costituente.
L’incontro è a cura della Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)” ed il tema è: I socialisti per la Costituente: il PSI, il PSDI e il ruolo di Pietro Nenni e di Giuseppe Saragat.
Introdurrà il Presidente della Fondazione Di Vagno, Gianvito Mastroleo; svolgeranno relazioni il dott. Valerio Strinati della Fondazione Nenni, studioso di storia socialista, e l’On.le Rino Formica già Ministro e membro della Direzione del PSI.
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