Archivia per Settembre 2007

Il Montezemolo pensiero

Ora spunta il Montezemolo pensiero sul capitalismo, dopo aver conosciuto quello di Marchionne. Aveva detto la sua l’amministratore delegato, a ruota l’ha seguito il presidente. La Fiat al completo disserta sul capitalismo. Applausi a sinistra, mentre la destra ha le braccia conserte.

Sergio Marchionne ha raccolto molto consenso dalle parti del Botteghino. Figurarsi che Piero Fassino lo annovera come un socialdemocratico doc, mentre lui, ironia della sorte, sceglie il Partito democratico. Tutti felici i marxisti di aver individuato in Marchionne, il nuovo Engels. Dai Ds a Rifondazione comunista, dalla Fiom alla Cgil.

Siccome, il marchionnismo ha tanti fan, Luca Cordero di Montezemolo(LCdM) non poteva stare zitto. Prendendo spunto dal fondo sull’antipolitica del direttore de la Repubblica, Ezio Mauro, ha preso carta e penna e gli ha risposto sottoforma di una lettera dal titolo: ”Il capitalismo italiano e il valzer dell’antipolitica”.

Il capitalismo torna d’attualità come all’inizio degli anni Novanta del Novecento, quando con il crollo del comunismo si teorizzò che il capitalismo coincideva con la democrazia. Dimenticando che il capitalismo cinese si regge sulla dittatura e, prima ancora, il nazionalsocialismo hitleriano si reggeva sull’economia capitalista. Fatte le dovute proporzioni e tenuto conto delle due epoche, la Cina comunista e la Germania nazionalsocialista si rassomigliano non poco. Quindi, paese che vai, capitalismo che trovi. In modo più esplicito, ogni paese ha un capitalismo a sua immagine e somiglianza, ossia con la propria peculiarità in cui sono presenti istituzioni pubbliche e politiche e ordinamenti sociali . Epperò, il mercato è ben un’altra cosa. Insomma, bisogna separare, come il grano dal loglio, il capitalismo dal mercato. Secondo l’enciclopedia libera Wikipedia:” In economia, si intende per mercato il luogo (anche in senso non fisico) deputato all’effettuazione degli scambi economici del sistema economico di riferimento; secondo un’altra definizione più finalistica, il mercato è l’insieme della domanda e dell’offerta, cioè dei venditori e degli acquirenti”.

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Europa giovane: il programma

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Matrimonio all’italiana. La fusione a freddo fra ex-pci ed ex-dc

di Biagio Marzo

Il 22 settembre ha preso l’abbrivio la più grande operazione di costruzione di un partito, che la storia politica ricordi, con la discesa in campo alle primarie di oltre duemila liste e di circa 35 mila candidati. Che si concluderà domenica 14 ottobre, giorno in cui si voterà per la formazione del gruppo dirigente e per il leader del Partito democratico. Il partito di nuovo conio poggia su due pilastri politici: gli ex comunisti e gli ex democristiani. L’entrata in campo di gruppi di estrazione politica diversa è solo una spruzzatina di colore (in cui non manca il rosso antico socialista, avendo arruolato capitani di lungo corso, visto che i socialisti che hanno optato per il Pdì non sono di primo pelo) per dare al nuovo soggetto un significato diverso rispetto a quella definizione di successo che, recentemente,gli è stata data: “un compromesso storico bonsai”.

Nel 1973, fu il segretario del Pci, Enrico Berlinguer, il teorico dell’alleanza tra Botteghe oscure e Piazza del Gesù, dopo tragica fine di Salvador Allende, presidente del Cile. Di lì in poi, Berlinguer e i suoi successori hanno avuto come chiodo fisso l’incontro con lo scudocrociato. Per il segretario pcì, obiettivo era riformare il comunismo (pia illusione), mentre con il compromesso storico voleva rifondare la politica italiana sull’onda moralista. L’intesa tra Pci e Dc, per Berlinguer era strategica, per Moro, invece, tattica, o, meglio dire, emergenziale. Tuttavia, l’alleanza fece la sua prima apparizione, nella versione del governo di solidarietà nazionale guidato da Giulio Andreotti, nell’arco di tempo tra il ’76 e il ’79.

Dopo il crollo della Prima repubblica, la Dc cambiò nome (per volere del segretario d’allora, Mino Martinazzoli, che la fece morire per “eutanasia politica” nel luglio del 1993. A onor del vero, chi diede il colpo finale a tutto il sistema, sotto la spinta di due emergenze, Tangentopoli e Mafia, fu il neo Presidente della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro) per assumere quello di origine sturziana: Partito popolare. Mentre il Pci prese il nome Pds in seguito al crollo del comunismo. E poi, passò a quello Ds.

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I giovani socialisti in Capitanata

Il 18 settembre 2007, i giovani socialisti di Capitanata si sono dati appuntamento per dare vita al Coordinamento provinciale della costituente dei giovani socialisti. Come portavoce è stato nominato Antonio Piarullo, per serietà e capacità organizzativa. Il Coordinamento, nato spontaneamente, per l’esigenza di affrontare nel miglior modo possibile il periodo di costruzione che stiamo vivendo, è stato positivamente accolto da Luigi Iorio e L’On. Lello Di Gioia.

Quest’ultimo ha considerato la nascita del suddetto coordinamento, “punto di partenza per un imminente confronto politico, e luogo di produzione di idee e programmi”.

Coordinamento Provinciale Costituente Giovani Foggia

Antonio Piarullo

La nascita di un nome

Ancora non possiamo dirvene molto. Ma sappiate che un progetto molto interessante sta prendendo forma nelle menti dei giovani socialisti della provincia di Lecce, fortemente voluto dall’On. Biagio Marzo.

Per ora vi lasciamo a questa definizione

Tra storia e Leggenda si narra che già ai tempi della guerra di Troia esistesse una città messapica detta “Sybar” o “Sybaris”, che intorno al III sec. a. C. fu conquistata dai romani, assumendo il nome Lupiae. In origine Lecce, dunque, è un florido centro messapico, di quel popolo - gli “Iapigi” - che, proveniente dall’Illiria durante le migrazioni del III millennio a.C., ha abitato a lungo nel Salento, e che conosce il suo periodo di maggiore maturità fra il VII e il IV secolo a.C.
Dal 268 a.C la città, conosciuta come Lupiae, viene governata dai Romani.

L’Ecole sybarisienne: da radici profonde, coming soon.

I SOCIALISTI A FASANO COME A PRALOGNAN: ALLA RICERCA DELL’UNITA’

“Idee per la Costituente pugliese” è stato il tema del seminario organizzato dal Partito socialista. Si è svolto, presso la Masseria “Parco di Castro” – Speziale di Fasano, con la partecipazione del segretario regionale, Giovanni Memola, e dei responsabili delle segreterie provinciali e del portavoce nazionale, on Biagio Marzo. Ai lavori ha partecipato anche, l’assessore regionale pugliese, Onofrio Introna, in rappresentanza dello Sdi.

Nella sua introduzione, Giovanni Memola ha sottolineato che il cantiere della Costituente ha iniziato i propri lavori per costruire un nuovo partito nello spirito del socialismo largo in cui si dovranno ritrovare quelle forze che si ispirano agli ideali liberali, laici e cattolici, e che si battono sul terreno riformista per cambiare il Paese Italia. In Puglia, il socialismo ha un suo humus tradizionale su cui potrà nascere un soggetto politico di forte consenso elettorale. Motivo per il quale, bisogna creare le condizioni per cui la futura Casa comune socialista sia aperta a tutti, senza pregiudizi e pregiudiziali.

Dopodiché, si è aperto il dibattito in cui sono intervenuti i dirigenti locali. In sintesi, hanno auspicato che con la Costituente prenda l’abbrivio la costruzione di un nuovo soggetto strutturato a livello regionale e, nello stesso tempo, sia messo nelle condizioni di produrre e fare politica, in sintonia con le istante del popolo pugliese. Con il ritorno sulla scena politica di un nuovo Partito socialista –hanno aggiunto- si riempirà un vuoto che ha creato una anomalia nella democrazia italiana.

Gli intervenuti hanno sottolineato, inoltre, che bisogna costruire un partito che abbia una cifra di discontinuità con il passato e il recente passato, aperto ai giovani sopratutto. Evitando, cioè, l’operazione del Partito democratico in Puglia: la punta dell’iceberg, diciamo così, è nuova, mentre il resto è composto da blocchi di nomenklature: ex Pci, ex Dc e cascami ex Psi. Ragion per cui, il Partito socialista e Sdi - hanno continuato- sono superati e, di conseguenza, da sciogliere, dal momento che la rotta porta al congresso di fondazione che si svolgerà, in linea di massima, nella primavera del 2008. Infine, per un tale gravoso impegno, i rappresentanti provinciali hanno ribadito che non è pensabile che il nuovo soggetto sia calato dall’alto, semmai deve avvenire il contrario: è necessario far crescere dal basso la spinta all’unità e alla formazione del gruppo dirigente.

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Messaggio da Emanuele Carrozza

Gallipoli, 12-09-2007

Care compagne e compagni,
non vorrei che il mio nome creasse delle incomprensioni nell’ambito della Costituente dei giovani socialisti.

Vi informo che non sono iscritto allo SDI, bensì al Partito Socialista.
La mia iscrizione alla FGS è dovuta solo e soltanto al motivo che a Gallipoli il partito socialista non ha la sua rappresentanza nel mondo dei giovani socialisti.

In tutti questi anni ho dato lealmente il mio impegno all’interno della FGS, quindi nessuno può permettersi il lusso di criticarmi per il mio comportamento, dato che ho lavorato attivamente per rafforzare il socialismo nel Salento.
Così farà per la Costituente Socialista.

Emanuele Carrozza

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Tronchetti, fu complotto?

di Biagio Marzo
Nel giro di una settimana, Il Sole24Ore ha pubblicato due articoli (il 7 e il 14 settembre) di Orazio Carabini sul caso Telecom Italia (Ti), difendendo, in un modo non troppo velato, la gestione di Marco Tronchetti Provera.

Due articoli a favore che, sotto la scusa che il caso è stato “derubricato” dallo status di questione emergenziale, lo riportano invece a galla e scoprono che MTP è stato vittima di un complotto politico. In Italia, quando si vuole nascondere le proprie colpe, in questo caso il malgoverno di Ti, non si trova di meglio che gridare al complotto.

Al complotto del mondo politico si intende. La rabbia del giornalista è che tutti tacciano: ”I soci che l’hanno comprata, o meglio che dovrebbero averla comprata. Quelli che dovrebbero averla venduta. E il Governo, l’authority delle comunicazioni, i concorrenti, i sindacati, la magistratura. Tutti i protagonisti di quell’indimenticabile settembre 2006 in cui Romano Prodi e Marco Tronchetti Provera diedero vita a un memorabile scontro sull’interferenza della politica nella vita delle imprese”.

Come mai, questa discesa in campo di una firma di così alto rango in difesa di Tronchetti? Il fatto è che, in questi ultimi anni, la figura di MTP ha perso molta credibilità, per colpa della cattiva conduzione dell’azienda telefonica. Bastava vedere la quotazione del titolo in Borsa per rendersi conto che Ti non poteva continuare a essere posseduta da MTP. Ragion per cui, è stato salutare che sia passata di mano. In effetti, se non fosse stata venduta, si sarebbe corso il rischio che Ti affondasse negli abissi del debito, per via anche di una mancanza di una strategia industriale innovativa sotto l’aspetto tecnologico e a misura dell’agguerrita concorrenza.

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Riunione dei giovani della Costituente

Mercoledì 19 Settembre, alle ore 15.00, in corso Italia n.89, a Bari, è convocata la prima riunione del gruppo “Giovani della Costituente Socialista-Puglia”, a cui parteciperanno i rappresentanti di: “Associazione Nazionale Arcobaleno”, “Associazione Nazionale Per la Rosanelpugno”, “Fondazione “Di Vagno”, “Movimento Giovanile NPSI”, “Giovani SD”, Radicali, e FGS.

La riunione avrà portata regionale ed è prevista la visita dell’Assessore Regionale Onofrio Introna.

Gruppo “Giovani della Costituente Socialista-Puglia”

Idee per la Costituente

Domani 15 settembre 2007, ore 10, si terrà un seminario del Partito soialista: “Idee per la Costituente”, presso il “Parco di Castro”, speziale Fasano (BR).

Partecipano i segretari del Partito socialista e dello Sdi Memola e Introna. Conclude l’On. Biagio Marzo.

Siete tutti invitati a partecipare.

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