Solidarietà a Nicola Carnovale

A nome dei Circoli giovanili “Socialisti Il Garofano”, rivolgo la mia sincera solidarietà al compagno Nicola Carnevale, rinnovanogli ogni sacrosanto attestato di stima. Le sue indubbie doti di “giovane animale politico”, coniugate con inequivocabile onestà intellettuale ed integrità morale non possono essere messe in discussione da isolate, faziose ed inopportune polemiche.

Purtroppo, lui, così come altri, è stato ripetutamente vittima di insulti ed attacchi.

Pertanto rivolgo un appello alla moderazione ed attenuazione delle polemiche. Inoltre, talvolta, sarebbe anche auspicabile adottare un’identità riconoscibile (è assurda questa proliferazione di “nick-burka”), per potersi assumere le responsabilità delle proprie dichiarazioni. La dignità si dimostra anche da qui.

C’è da riconoscere, tuttavia, che dinanzi alla libertà(del blog) si può anche pagare dazio. Due facce opposte della stessa medaglia.

Francesco Gennaro

Canovaccio per una mozione congressuale

Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma, che ospita la sede del Partito Socialista.

Al Congresso nazionale del 20 e 21 giugno prossimi, i socialisti si presentano orgogliosi di costituire il Partito socialista e, nello stesso tempo, delusi per non avere eletto alcuna rappresentanza parlamentare. Dopo anni di diaspora, si ritroveranno nella casa comune. Sciolto il Psi, è iniziato un processo di divisione e di esodo a destra e a sinistra, durato circa quindici anni.

La tanto desiderata unità si è ricomposta, e non del tutto ancora, solo quando ha preso l’abbrivio la Costituente (14 luglio 2007). Senza ombra di dubbio, il merito di avere avviato la Costituente spetta a Enrico Boselli e a Gianni De Michelis. Entrambi hanno fatto il possibile e l’impossibile affinché si realizzasse il sogno unitario e la costruzione della casa comune socialista.

Per questo li ringraziamo, per aver sostenuto lealmente la battaglia per l’unità, così come siamo grati a Gavino Angius , Valdo Spini e ai tanti dirigenti e militanti provenienti dagli ex Ds, che hanno lasciato il partito dove hanno militato per decenni, per dare vita alla Costituente prima, e al Partito socialista poi. La loro è stata una libera scelta sotto il segno del socialismo, rifiutando l’ingresso nel Pd, partito chiaramente portato a guardare, sotto la guida di Walter Veltroni, più verso il centro che al socialismo. Continua a leggere ‘Canovaccio per una mozione congressuale’

I socialisti ci sono, sulla corsia sbagliata

di Biagio Marzo

(da l’Opinione)

Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe arrivato il momento di riscatto per coloro che sono stati per oltre un decennio ai margini della vita di governo e dell’agone politico. Basta aspettare, arriva sempre il momento della verità che ripaga i torti subiti. C’è un aspetto singolare nel nuovo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, il rilancio della cultura di governo liberal socialista a scapito di quella di matrice cattolica. Il crepuscolo di un modo di governare che, nel bene e nel male, ha segnato la storia d’Italia dalla ricostruzione all’ingresso dell’Italia a Maastricht, fino al 7 maggio 2008. E, nello stesso tempo, diciamo chiaramente che non sembrerebbe più preminente il ruolo governativo di quei politici di formazione cattolica che hanno vissuto politicamente nella Dc, nei suoi surrogati partitici e nelle tante e diverse organizzazioni del movimento cattolico. A ben vedere, i cattolici di sinistra abbondano nel Partito democratico e sono presenti nell’Udc, diventata la casa naturale dei cattolici centristi, dopo il rifiuto di Pier Ferdinando Casini di entrare nella coalizione di nuovo conio, il Pdl, che ha sostituito la Cdl. Continua a leggere ‘I socialisti ci sono, sulla corsia sbagliata’

Ricordando Peppino

peppino impastato

di Angelo Bramato

Ritengo opportuno nel trentennale della morte di Aldo Moro, nel doveroso e commosso ricordo della sua figura, degli agenti di scorta anche loro vittime innocenti del terrorismo, ricordare anche un giovane figlio del sud ucciso per un tragico destino nelle stesse ore di quel lontano 9 Maggio 1978: Peppino Impastato.

Aldo Moro e Peppino Impastato: due trentennali, due tragiche scomparse, due omicidi. Omicidi che furono il risultato di uno scontro tra chi aveva una speranza di cambiamento e di innovazione e chi, per motivi diversi, voleva soffocare questa speranza. Tra chi cercava pazientemente di costruire nuovi modelli di relazione nella politica, nella società, nelle istituzioni e chi credeva solo nella forza cieca e brutale delle armi. E allora, il valore del ricordo, della memoria, sta anche in questo: nel testimoniare che Aldo Moro e Peppino Impastato quello scontro non l’hanno perso. Perché il sogno del cambiamento non è stato spezzato. Quei fili di speranza che ci provengono dal passato non sono stati lasciati cadere, ma sono stati ripresi, riannodati, intrecciati, da tutti coloro che si sono riconosciuti o si riconoscono nell’esempio di impegno e di passione civile di un focoso giovane militante e attivista siciliano e di un paziente e diplomatico statista.

Impegno politico consumato certamente in sedi differenti: nelle stanze del Governo e del Parlamento quello di Aldo Moro; nelle strade e nelle radio libere quello di Peppino Impastato.

Ed io da giovane di un mezzogiorno che aspetta ancora un vero rilancio economico, sociale, politico, non posso che ripartire dal NON DIMENTICARE questi uomini, questi insegnamenti, nella consapevolezza che una società migliore, un futuro migliore nasce da una memoria, che ognuno di noi porta dentro di se, senza dimenticare mai.

I Socialisti dalla Costituente al Congresso del 21/22 giugno

“Per un Partito unitario autonomista e riformista”

Mercoledì 14 maggio 2008

ore 10.00

Centro Congressi Cavour

Via Cavour 50/a, ROMA

Apre i lavori Gianni De Michelis

Er Delfino de Benevento

di Alvise Marzo

Il 13 e 14 aprile l’Italia ha deciso che strada prendere, votare il Cavaliere e eliminare i vecchi comunisti. Si parla di terza repubblica o di nuova era come se l’italiano abbia bisogno di cambiare la nazione in cui vive ma soprattutto di cancellare l’era dei Prodiani e dei radical chic, responsabili di aver portato l’Italia in uno stato di declino e di odio verso la politica che non si provava da tangentopoli.

Abbiamo visto una crescita dei partiti come la Lega o come l’Italia dei valori segni di un’Italia che è sempre più protettiva verso il proprio orticello (fregandosene di stare in Unione Europea) e sempre più giustizialista.

Eliminazione totale di partiti storici partendo dai Comunisti che in questi anni non hanno saputo rivalutare il proprio elettorato creando una mancanza dei valori storici propri delle loro radici,dei Fascisti che anche avendo un buon risultato(vedete La Destra) non sono riusciti ad entrare al Parlamento, dei Socialisti che si sono ammazzati prima tra di loro e hanno puntato su una campagna elettorale priva d’interessi per il popolo italiano.

Cancellazione da Montecitorio anche per il “povero” Mastella( Er delfino de Benevento) che è rimasto solo tra i suoi guai a fare il bucolico tra le terre della Campania. Continua a leggere ‘Er Delfino de Benevento’

Cambiare o perire

di Biagio Marzo

Si fa presto a dire Congresso. Soprattutto quando il Partito socialista è uscito con le ossa rotte dalle elezioni politiche.

Il suo gruppo dirigente, invece di evitare di sfarfalleggiare sulle manovre congressuali e su quale gruppo esprimerà il prossimo segretario, si attarda sulla via della disfatta senza andare verso la svolta. Il suo comportamento non dà, insomma, segni di responsabilità di fronte alla gravità della crisi che potrebbe essere irreversibile. Con questi chiari di luna c’è poco da stare allegri, a seguito delle sconfitte elettorali della sinistra di governo in Europa. Per ricostruire il Partito socialista bisogna porsi, prima, la domanda se in Italia è attuale la questione socialista. Ancora. C’è la sinistra in Europa? Anche dopo i successi elettorali della destra in Francia, in Italia e in Gran Bretagna? Per contro, c’è la Spagna di Zapatero. È l’ultimo ridotto del socialismo? Una coincidenza fortuita? O il Piave del socialismo?

Il Congresso nazionale dei prossimi 20, 21 e 22 giugno a Fiuggi, a queste domande dovrà dare una risposta. Questa è la prima condizione da cui partire se vogliamo riprendere o meno la marcia di ricostruzione del Ps, dopo la Caporetto del 15 aprile. La seconda condizione è la costruzione di un gruppo dirigente unitario a misura della crisi che sposi l’autonomia socialista, senza che si impicci di alleanze fino alle elezioni europee. Il buon senso ci porta a dire che non è tempo di prendere iniziative azzardate verso il Partito democratico, e men che meno verso le formazioni di sinistra che si erano assemblate sotto l’Arcobaleno. Il primo ha un destino incerto e le seconde, viceversa, se lo sono giocato. Epperò, va lasciato, in periferia, ai dirigenti locali la possibilità di avere mani libere, come ogni buon bucaniere dei mari dei Caraibi, scegliendo l’alleanza per vincere. Continua a leggere ‘Cambiare o perire’

Walter dei miracoli

di Francesco Gennaro

A sei mesi dalla bulgara investitura a leader del PD, Walter Veltroni riesce nell’insperata serie di miracoli.

In rapida successione, il segretario del loft, per sfondare al Centro (?) annienta la sinistra italiana, fa eleggere in Parlamento, tra gli altri, una cinquantina di giustizialisti col marchio originale “Di Pietro”, consegna con ampio consenso il futuro del Paese ad un Cavaliere che tutti davano già in pre-pensionamento politico ed infine, la ciliegina sulla torta: regala, per la prima volta nella storia repubblicana, il Campidoglio alla destra. Chapeau!

Ovvio che l’era del veltronismo sia giunta prematuramente al capolinea. Si è chiuso, quindi, il ciclo “maanchista” della spettacolarizzazione, della corporativizzazione delle candidature, della cloroformizzazione del dibattito, della conformizzazione dell’offerta, del doppiogiochismo giustificazionista. Continua a leggere ‘Walter dei miracoli’

Davide contro Golia

di Biagio Marzo

Secondo il racconto biblico, Davide abbatté Golia, ma a Trieste è successo il contrario.

Il Golia - Antoine ha sconfitto Davide, ma la sfida continua e non è detto che non finisca in Tribunale. Il vecchio leone francese ha ruggito, ha mostrato i denti ed è bastato questo gesto per sbaragliare colui che aveva iniziato nei suoi confronti la caccia grossa, nei mesi scorsi. Sicché, al Leone alato è stata tolta la spina Algebris conficcata nella zampa, che procurava dolori lancinanti. Per ora.

Tutto è ritornato come prima in Generali, il pezzo migliore del salotto buono del capitaniamo italiano. Un presidente e due amministratori, un collegio di sindaci, senza la mosca tse tse Algebris, grandi profitti ed elevati compensi ai sindaci, per non parlare poi delle stock option da capogiro. A ragion veduta, il rappresentante di Bankitalia si è astenuto, così come aveva fatto in Telecom sulla medesima materia i cui criteri non rientrano in quelli fissati. Palazzo Koch non è d’accordo con il management, in generale, e con quello del Leone alato di Trieste, in particolare, ad alto costo, nel senso che sono beneficiari di utili pazzeschi. Continua a leggere ‘Davide contro Golia’

Verso il Congresso Nazionale

di Biagio Marzo

(il pezzo sarà pubblicato domani 26 aprile sul quotidiano il Paese Nuovo)

I socialisti hanno deciso di svolgere il proprio congresso nei giorni 21 e 22 giugno pv. Un’assise nazionale senza che a monte ci sia stata un’analisi sulla debacle. Il che dimostra che non c’è la consapevolezza della drammaticità della crisi. L’andazzo è quello di sempre: si stanno perpetuando i vecchi vizi di gestione e i tic politici. Come se nulla fosse successo, stanno facendo di tutto per mettere sotto il tappeto le cause della Caporetto. Il Partito socialista dovrà sorgere dopo la sconfitta elettorale e questo, epperò, non è il modo migliore per farlo. Il problema della crisi è di aver svolto la campagna elettorale senza gruppo dirigente, con una Costituente che ha prodotto convergenze occasionali su singoli problemi, non avendo avuto alcun respiro strategico. Mancava la politica e la proposta programmatica. In questa situazione anomala, Enrico Boselli si è impossessato di tutti i poteri, con la scusa di avere la goldshare del socialismo italiano, in quanto segretario Sdi. Continua a leggere ‘Verso il Congresso Nazionale’

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